Il Tirreno

Ex Siderco, s'avvicina la chiusura

V.P.
I lavori del nuovo impianto per trattare le scorie Lucchini
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I lavori del nuovo impianto per trattare le scorie Lucchini

La Lucchini affida l'appalto a un'azienda già in cerca di personale

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 PIOMBINO. Si avvicina l'inizio attività dell'impianto di trattamento a caldo delle scorie. La ricerca del personale è appena scattata. Una lavorazione innovativa sostituirà quella del cantiere Siderco. Nel cuore della Lucchini. Secondo fonti aziendali, il cambiamento dovrebbe scattare tra marzo e aprile. Con un po' d'anticipo rispetto alle previsioni più recenti che fissavano l'avvio per giugno.  Multiservice, la multinazionale che ha ottenuto l'appalto, ha affidato il piano assunzioni alla succursale piombinese di un'agenzia interinale (la Gipi in vicolo del Gelsomino).  I dettagli della richiesta di manodopera: 15 autisti di mezzi pesanti, cinque elettricisti e altrettanti capisquadra. Tutti saranno assunti con un contratto di sei mesi prorogabili.  Il fattore occupazione è quello che preoccupa di più. Perchè, stante la premessa della ricerca di occupati nuovi, resta da capire cosa si prevede per la ventina di lavoratori di Lucchini servizi (ex Siderco) che si occupano dello svuotamento delle paiole.  E' possibile - indispensabile, secondo fonti sindacali - che le rassicurazioni ricevute dalla direzione Lucchini qualche mese fa, si materializzino con il mantenimento del posto all'interno di Lucchini servizi. Seppure con mansioni diverse.  Il nuovo impianto in fase di completamento sta sorgendo nella zona dell'ex Altoforno 1. E' strutturato con tecnologie avanzate e comporterà un cambiamento operativo netto rispetto a quello utilizzato adesso per lo svuotamento delle paiole in arrivo dall'acciaieria e dalle colate continue.  Finora, rumore, polvere - e, talvolta, anche pericolo - hanno scandito i turni dentro e fuori dal perimetro industriale.  Qualche dettaglio tecnico. L'impianto si presenta con una struttura circolare in lamiera sostenuta da una carpenteria imponente. Comprende quattordici vasche in cemento armato. Il trasporto ferroviario delle paiole incandescenti sarà abbandonato del tutto. L'arrivo nel nuovo cantiere avverrà con tre grossi mezzi gommati che percorreranno anche alcuni tratti di strada nuovi.  Le soluzioni previste consentiranno di abbattere polvere e fracasso. A fine operazione, una volta solidificate e frantumate, le scorie saranno trasferite a 3 chilometri di distanza, nella zona Vertek, dove un altro impianto sarà attivato (il Mrp) per il recupero dei materiali ferrosi.

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