Italia
I numeri della crisi nello studio condotto dalla Camera di Commercio di Livorno
Turismo, persi 19 milioni di euro
Valentina Landucci
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Passeggeri a bordo di un traghetto Sono quelli che mancano all'appello nelle casse delle aziende
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PORTOFERRAIO. Un calo di presenze che significa per le casse delle attività turistiche e commerciali dell'isola 19 milioni di euro persi in un anno. Cioè quanto i 13mila 94 passeggeri che quest'anno sono mancati all'appello suoi traghetti diretti all'Elba avrebbero potuto spendere. Il calcolo, ovviamente, si riferisce a dato complessivo delle potenziali presenze (cioè al numero di turisti moltiplicato i giorni di permanenza sul territorio) rapportato alla spesa media giornaliera di ciascun vacanziere: circa 131 euro a persona. Di fatto una stima e non un dato reale. Ma il risultato è comunque preoccupante. A tirare le somme di uno degli anni peggiori per il turismo elbano è il Centro studi della Camera di Commercio di Livorno che ha preso in esame i dati relativi a passeggeri, mezzi e merci trasportati sulla tratta Piombino-Elba tra gennaio e settembre 2010. Numeri incrociati con i risultati dell'indagine a campione condotta, sempre dal Centro studi, tra i vacanzieri in partenza o in arrivo all'Elba. Il primo segnale di crisi arriva dai traghetti: le persone trasportate nel corso del 2010 rispetto allo stesso periodo del 2009 sono in calo mediamente del 4,7% con punte del -17,2% a maggio, -9,4% ad aprile e -6,7% a settembre, e due eccezioni: gennaio con un più 1,4% e luglio, dove il numero di passeggeri cresce del 4,4%. Proporzionalmente diminuisce il numero di auto trasportate (mediamente del -4,77%) e dei camper, dei bus e delle roulotte (-10,28%). La situazione, tuttavia, si inverte quando ad essere presi in esame sono i numeri del trasporto merci (con i relativi mezzi commerciali). Nonostante un calo di presenze indubbiamente legato alla crisi i quantitativi di merce crescono del 11,19% per quasi 470mila tonnellate di materiali trasportati. Teoricamente un dato in contraddizione con il quadro delineato dai passeggeri a bordo dei traghetti. In realtà si tratta di un segnale che potrebbe essere interpretato come una ripresa, se pure timida, del comparto artigianale e industriale. O più probabilmente di un trend in crescita di quel tipo di turismo più difficile da censire e che non transita per i traghetti, cioè quello legato alle crociere o, più probabilmente, al diporto nautico.
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