Il dolore
Francini: «Sulla 398 ottimo accordo»
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Luscita della 398 Ma Gelichi (ex Pd) è critico: solo rinunce in quell'intesa
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PIOMBINO. «Ribadiamo la soddisfazione per la firma dell'accordo sulla 398, consapevoli delle difficoltà attraversate per raggiungere questo primo risultato e del percorso che rimane da fare». L'assessore alle infrastrutture Lido Francini ribadisce l'importanza dell'accordo, «per niente scontato in un momento di grande ristrettezza delle risorse». «Ovviamente il percorso non si ferma qui - afferma Francini - ma dovrà essere sostanziato e accompagnato da ulteriori importanti fasi operative nei prossimi mesi». Secondo Francini «Sat rappresenta un notevole elemento di garanzia», e l'accordo «assolve a buona parte di questo completamento infrastrutturale, impegnandosi a inserire nel piano finanziario della Livorno-Civitavecchia la progettazione e la realizzazione del prolungamento della 398 fino a Capezzolo prevedendo anche la costruzione di rampe di svincolo per il comparto retroportuale, verso viale Unità d'Italia, e per le aree produttive ex Irfid e Colmata. E già questo è molto importante». Riguardo al secondo lotto fino al porto, Francini ricorda che il ministero delle Infrastrutture, col supporto del ministero dell'Ambiente «si impegna a coordinare entro fine 2011 le attività per la progettazione definitiva del tratto finale fino a Poggio Batteria». Di tutt'altra natura il commento di Riccardo Gelichi, di recente uscito dal Pd e ora entrato del gruppo misto: per lui la Sat ha firmato l'accordo «in subordine alla futura approvazione dei propri organi societari del piano finanziario e, più importante ancora, all'approvazione da parte del Cipe del progetto definitivo dell'intero completamento della Livorno-Civitavecchia, e del relativo piano economico finanziario. Il ministero da parte sua garantisce la progettazione dell'ultimo tratto sempre che si risolva a priori il tema del rischio di incidente rilevante, presente nell'attraversamento degli impianti industriali. Mentre della Fiorentina-Ghiaccioni nell'accordo non si fa menzione». Insomma, per Gelichi quello sulla 398 è «un accordo di rinuncia e non di opportunità come si vuol far credere».
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