Sicurezza
LA SOPRINTENDENZA
Insediamenti etruschi e romani al Casone e alla scuola di vela
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Il Casone di Baratti 2 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. «Le aree del Casone, delle fonti e del Centro velico sono quelle di maggiore interesse archeologico nella fascia costiera di Baratti». A sostenerlo è Andrea Camilli, ispettore della Soprintendenza. «Gli scavi condotti già una ventina d'anni fa da Fabio Fedeli nella zona della pineta e lungo la spiaggia, dove ora insiste la scuola di vela, hanno rivelato la presenza di un villaggio protostorico, di una necropoli etrusca e di una villa romana. Ed anche nella zona del Casone è certa la presenza di una necropoli etrusca, di tracce di forni fusori e di resti di una villa romana». Ovviamente la Soprintendenza conosce gli orientamenti progettuali del piano particolareggiato di Baratti. E proprio il dottor Camilli, su richiesta dei numerosi cittadini che hanno aderito al percorso partecipato, sarà presente martedì prossimo ai tavoli dei laboratori in corso a Palazzo Appiani. Ma la Soprintendenza le sue precauzioni le sta già mettendo in piedi, con prescrizioni precise. «Al Casone - conferma Camilli - non si potrà scavare nulla senza la vigilanza di un archeologo che segua tutto passo per passo. Le prescrizioni riguarderanno persino gli intonaci, che potrebbero essere stati realizzati utilizzando materiali più antichi di riporto». Un recupero, quello del Casone, che potrebbe dunque rivelarsi assai più costoso di quel che ci si immagina, considerando soprattutto alla trasformazione in struttura alberghiera di un edificio ora addirittura privo di fognature. G.P.
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