Il Tirreno

Comune unico, oltre 60 le adesioni

Antonella Danesi
La prima assemblea pubblica del comitato promotore del referendum sul Comune unico
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La prima assemblea pubblica del comitato promotore del referendum sul Comune unico

Sono quelle raccolte nella prima assemblea del comitato

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 PORTOFERRAIO L'iter per il Comune unico è iniziato. E con successo. Sono più di 60 le adesioni a poche ore dall'assemblea pubblica in cui le associazioni di categoria elbane, che hanno costituito il comitato promotore, hanno presentato l'iniziativa alla cittadinanza. Le associazioni si sono presentate all'appuntamento decise e unite sull'intenzione di presentare una proposta di legge su cui indire una consultazione popolare per dire sì o no al Comune unico. L'unico distinguo è stato confermato dalla Confcommercio, che intende prima verificare il percorso ed aprire la discussione sulle prospettive che tale ipotesi comporta. Prospettive che sono ben chiare ai numerosi sostenitori presenti, per la quasi totalità esponenti del centrosinistra.  «Mi aspettavo una maggiore presenza di oppositori - ha affermato Maurizio Serini presidente di Cna e portavoce del comitato - avrei avuto piacere di avere il loro contributo e ascoltare le loro ragioni». A sposare l'idea di una semplificazione istituzionale anche i sindaci di Portoferraio, Rio nell'Elba e Capoliveri e l'ex presidente dell'Unione dei Comuni Claudio della Lucia. Assenti i rappresentanti degli altri Comuni. Dopo anni che si discute di semplificazione amministrativa le associazioni hanno preso l'iniziativa dando una svolta, da qualcuno definita storica, al dibattito. «E' l'ultima occasione che abbiamo per discutere in modo concreto della governance dell'Elba - ha detto Della Lucia - con otto Comuni è impossibile decidere e le questioni comprensoriali vengono decise sempre di più all'esterno». E' uno dei motivi per cui le otto associazioni si sono mosse: per trovare una soluzione alle difficoltà create dalla frammentazione. «Non diciamo che il Comune unico sia la panacea a tutti i mali - ha precisato Serini - ma almeno questo percorso ci permetterà di individuare obiettivi ben definiti per superare l'impasse attuale». La campagna di adesioni si protrarrà almeno fino alla metà gennaio. I moduli si possono prendere nelle sedi delle associazioni. Dopo di che l'assemblea eleggerà il consiglio direttivo e il presidente. Dopo la ratifica del comitato e la presentazione della proposta di legge alla Regione partirà la raccolta delle cinquemila firme necessarie ad indire il referendum.  «E' in quel momento che il quorum farà la differenza - spiega Serini - il numero dei votanti è importante per le decisioni su che poi dovrà prendere la Regione». Ora la parola passa ai cittadini, cercando di evitare strumentalizzazioni di sorta da una parte o dall'altra. Il Comitato organizzerà incontri mirati con i cittadini.

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