Gioco
Il poliziotto ha tentato di sedare la violenta lite, colpito al volto è finito in ospedale
Rissa in carcere, ferito un agente
Valentina Landucci
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Lingresso del carcere di Porto Azzurro Immediata reazione dei sindacati: troppi detenuti e poco personale
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PORTO AZZURRO. Una violenta lite tra detenuti sfociata nel pestaggio di uno degli ospiti di Forte San Giacomo di cui, purtroppo, ha fatto le spese anche un agente della polizia penitenziaria finito in ospedale: per lui punti di sutura sul volto e oltre venti giorni di prognosi. E' quanto accaduto nel pomeriggio di martedì a Forte San Giacomo nella quattordicesima sezione del terzo reparto. L'agente della penitenziaria vittima dell'aggressione ha cercato di sedare la rissa scoppiata nel reparto intorno alle 14, intervenendo da solo in mezzo ai detenuti. Un'azione provvidenziale e coraggiosa ma che è costata all'agente un violento colpo al volto e il ricorso alle cure mediche in ospedale. Non gravi le conseguenze per i detenuti, sia italiani che stranieri, medicati nell'ambulatorio del carcere. Sull'episodio sono in corso le indagini da parte della penitenziaria a cui seguiranno i provvedimenti del caso per i detenuti coinvolti. Ma l'accaduto ha già messo in moto i rappresentanti sindacali degli agenti che ormai da mesi denunciano i problemi all'interno dell'istituto: carenza di personale e di sistemi di sicurezza, mancanza di risorse per le necessità più elementari di chi vive e lavora in carcere, sovraffollamento. Nella sezione dove si è verificata la rissa, ad esempio, ci sono 40 detenuti quando al massimo potrebbero starcene 20. In una lettera indirizzata al Prap di Firenze Paolo D'Ascenzo di Sinappe e Angelo Montuori di Fsa-Cnpp esprimono piena solidarietà al collega aggredito e parlano di un evento annunciato. E una certa preoccupazione per la situazione che sta vivendo Porto Azzurro arriva anche dal direttore, Carlo Mazzerbo. A Forte San Giacomo lavorano oggi 119 agenti, ma l'organico ne prevederebbe non meno di 208. I detenuti sono 320, anche se la struttura non potrebbe ospitarne più di 250. Senza contare che alcuni degli ultimi arrivati hanno problemi di carattere psichico e richiederebbero l'attivazione di percorsi di assistenza che l'istituto non può permettersi. Non ci sono soldi «e manca anche il lavoro per i detenuti - spiega Mazzerbo - praticamente dimezzato e ridotto a poche ore durante il giorno». Sinappe e Fsa-Cnpp puntano il dito contro le «sempre più gravi carenze di personale effettivo, con oltre 30 persone distaccate in altre sedi». Ma il problema è anche «il numero sempre maggiore di ristretti assegnati a sezioni non idonee a recepirli per oggettive carenze strutturali, la quantità di detenuti non compatibile con il regime aperto dell'istituto e carenze di dotazioni tecnologiche, quali l'allarme a digitopressione». Il personale «non lavora più con la necessaria serenità - concludono i sindacati - si vive nel timore che in ogni momento si possa rimanere vittime di altri eventi che possono colpire la propria incolumità fisica e psichica».
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