Il Tirreno

«Hotel, Rta o appartamenti»

Una affollata assemblea del percorso partecipato su Baratti
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Una affollata assemblea del percorso partecipato su Baratti

La società: valuteremo la sostenibilità economica

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PIOMBINO. La Sogespa, società fiorentina a quel tempo partecipata in quote uguali dalla Gita spa di Giovanni Matteini e la Toscofina di Carlo Iuculano, compra nel giugno 2008 dalla Populonia Italica il podere del Casone di Baratti per 5 milioni di euro: 94 ettari con gli immobili che tutti conosciamo in riva al Golfo ed uno più piccolo nell'area di San Cerbone. Si sta discutendo ormai da mesi sul cambio di destinazione ad uso alberghiero che il Comune intende dare al Casone col piano particolareggiato. Ma quali sono le reali intenzioni della proprietà, ora Arkimedica spa, frutto di una serie di fusioni e nuovi apporti di capitale, ma sulla quale avrebbero ancora mantenuto il controllo Iuculano e Matteini?  «Sono state dette tante cose - dice l'amministratore delegato di Arkimedica, Carlo Iuculano - a cominciare da quella più fantasiosa che ci attribuiva l'intenzione di voler realizzare al Casone una casa di riposo per ricchi». In effetti Sogesta (e ora Arkimedica) si occupava della realizzazione e gestioni di Rsa, tanto che il nome della società era saltato fuori anche quando si trattava di trovare una soluzione alla crisi della Rsa "Phalesia". Ma la società, come conferma Iuculano, si occupa anche di gestire altri affari immobiliari.  «Che vogliamo fare al Casone? Guardi, mi crede se le dico che non abbiamo ancora un'idea precisa? E' una struttura bellissima - afferma l'ingegner Iuculano - siamo disponbili a valutare le proposte dell'amministrazione comunale, purché siano compatibili dal punto di vista economico».  Ma il Comune è orientato ad una destinazione ad albergo di alta categoria, che ne pensa? «Vogliamo affrontare insieme al Comune l'uso della struttura. Non abbiamo chiusure, anche se per un hotel si possono presentare problemi di dimensioni. Stiamo comunque affidando ai tecnici la valutazione, anche economica, delle varie opzioni di progetto. L'edificio è bello, ci piace anche così come è, con l'attuale destinazione d'uso che è residenziale al primo piano e artigianale a piano terra. Se il Comune ci chiede una struttura turistico-ricettiva siamo disposti a studiare la fattibilità di un hotel come di una residenza turistica alberghiera. Certo che qualcosa ci vogliamo fare di non veramente troppo costoso e che abbia un senso economico. Non abbiamo fretta».  «Qualcosa di meglio, non peggiore di quello che c'è oggi al Casone. Un intervento non drammatico, ma compatibile con il territorio. Non vogliamo creare casus belli, né andare contro nessuno. Non penso che sia bisogno di metri cubi in più: non servono ad oggi».  Magari potrebbe fare del Casone la sua residenza estiva? «No, guardi, mi piacerebbe ma non posso assolutamente permettermelo - replica Iuculano - Abbiamo comperato il Casone perché ci piace, siamo interessati a far rendere il nostro investimento. Non ci interessano speculazioni né cifre spropositate. Ci basta che renda il giusto. A noi è sufficiente anche quello che c'è: la possibilità di ricavare appartementi al primo piano e laboratori al piano terra. Aspettiamo di valutare concretamente le proposte dell'amministrazione».

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