Attenzione
«Troppe deroghe per i cacciatori sul promontorio»
◗
Il sentiero per Fosso alle Canne Politi (Wwf) contesta che nell'area Anpil sia consentito il passaggio con mezzi motorizzati
2 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. «Il Promontorio di Piombino, territorio protetto o quasi». Torna in argomento Paolo Maria Politi, referente Wwf Piombino Val di Cornia: «L'anomalia gestionale che vive il Promontorio - prosegue - incluso nel Sistema regionale aree protette come Anpil, riconosciuto come Sic (Sito di importanza comunitaria) nella Rete natura 2000 per una buona parte del versante che si affaccia sul mare, viene ancora una volta ribadita dai cittadini che si rivolgono alla stampa, e che evidenziano come gli obiettivi di tutela che interessano l'area sono spesso sottomessi alle esigenze dei cacciatori, sempre assecondate dall'amministrazione, con deroghe di ogni tipo». «Non stiamo ad elencare le centinaia di uccelli di specie particolarmente protette, che il Wwf ha recuperato nel corso degli anni, crivellati da pallini - ricorda - Prendere provvedimenti sarebbe troppo impopolare. Ma quando la caccia diventa un pericolo latente ed un disturbo diretto poiché esercitata in prossimità delle abitazioni o dei luoghi di lavoro, non rispettando le distanze di sicurezza, allora viene superato il limite di sopportazione; problema questo a cui gli organi preposti al controllo devono dare la giusta attenzione». «Sono le deroghe specifiche a favore dei cacciatori, categoria di cittadini veramente "protetta", codificate nel Regolamento in vigore dell'Anpil Baratti-Populonia a far storcere la bocca alla stragrande maggioranza di piombinesi - sottolinea - Perché i cacciatori possono utilizzare mezzi motorizzati e gli altri no? Per le battute di caccia al cinghiale sono decine le auto che giungono alla chiesetta di San Quirico e a campo alla Sughera; centinaia moto, motocicli di ogni tipo che per raggiungere i capanni di caccia utilizzano la sentieristica che si intende recuperare alla fruizione pubblica ecologica (piedi + bici) nel progetto legato all'antica Via dei Cavalleggeri». «Triviale la scena descritta dalle signore a passeggio che si imbattono in un pick-up che trasporta le prede lasciando a terra una ingloriosa scia di sangue. Il regolamento Anpil - conclude Politi - va rivisto e vanno definiti limiti certi all'uso di mezzi incompatibili alle finalità di tutela che si intendono perseguire nella corretta gestione di un'area protetta».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
