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San Vincenzo deserta e tanti negozi chiusi Rabbia nella zona blu

San Vincenzo deserta e tanti negozi chiusi Rabbia nella zona blu

I commercianti contestano Comune e associazioni Nannelli: «Nuove iniziative per i prossimi weekend»

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SAN VINCENZO. No, non è un paesello sperduto nel deserto americano o africano. Non è neanche uno di quei paesi di montagna popolati da qualche decina di anime. È San Vincenzo, un paese di 7mila abitanti che, in estate, raggiunge le 40mila presenze. A vederlo in questi ultimi due mesi, però, pare il set di un film di mistero: il buio, le serrande dei negozi abbassate, il silenzio, qualche sperduta anima che vaga nella zona pedonale. Le piogge? No.  Qualunque sia il meteo, San Vincenzo è deserta. I commercianti che hanno deciso di tenere le serrande aperte, sono sì e no una decina. Se durante la settimana qualcuno decidesse di uscire dopo cena a prendere un caffè, dovrebbe abbandonare gli ardui desideri. 

Parlando con i pochi coraggiosi commercianti, la situazione sembra insostenibile. «Non c'è collaborazione - dice un commerciante della zona pedonale - e ci facciamo la guerra l'un l'altro. Ognuno pensa al proprio tornaconto non accorgendosi di sfavorire gli altri e lasciar morire la zona più importante del paese. L'amministrazione non fa nulla per rimediare: non ci sono eventi per attrarre gente e non c'è niente per i giovani, che preferiscono trascorrere pomeriggi e serate in paesi vicini o a casa».  Ma si individuano ulteriori cause. «Innanzitutto - aggiunge un altro negoziante - qui c'è ormai una scarsissima popolazione giovanile. Poi, c'è il mancato impegno, da parte di molti, a tenere i negozi aperti tutto l'anno e non solo per 3-4 mesi. Le conseguenze? Che noi restiamo aperti - prosegue - solo grazie alle banche, altrimenti sarebbe un dramma. Le associazioni di categoria? Non fanno niente. L'unica cosa che hanno fatto è stata venderci degli alberelli di Natale a 35 euro. L'amministrazione? Tante luci per Natale che, allo stato attuale, sono soldi gettati al vento».  Contattato telefonicamente l'assessore al turismo Massimo Nannelli (che si trova a Bressanone, per il Comune di San Vincenzo, a visionare i mercatini di Natale).

«Cosa può fare - dice - la nostra amministrazione? Poco o niente. Non possiamo infatti imporre alcunché ai commercianti. Vi sono normative circondariali e di categoria che indicano 13 ore come massimo di tempo di apertura quotidiana. Ma le norme non specificano il minimo né il periodo di apertura. Cosicché ognuno ha la libertà di restare aperto o di chiudere quando vuole. In più, vi sono condizioni economiche diverse dal passato, che obbligano le attività a scelte mirate. Ho partecipato - prosegue - ad una riunione con Confesercenti e Confcommercio, e faremo un documento la prossima settimana. Noi ci diamo da fare: abbiamo interamente finanziato la luminaria, e non è poco, considerato le scarse finanze. Il problema è che i commercianti devono collaborare fra loro. Serve un accordo fra l'amministrazione e i commercianti. Ci stiamo movendo con nuove iniziative per i prossimi fine settimana - conclude - ma ci vuole l'aiuto dei commercianti stessi».

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