Il Tirreno

Esercitazione della protezione civile con centinaia di volontari accanto alle forze dell’ordine

Finta catastrofe per provare i soccorsi

Finta catastrofe per provare i soccorsi

Simulata un'esondazione con frane e persone disperse in mare

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 PORTOFERRAIO. Esondazioni, frane e dispersi in mare. Uno stato di calamita: piogge, navi iun difficltà canali sopra i livelli di guardia. Un disperso in mare. Uno scenario quasi apocalittico ma era solo una simulazione. Una esercitazione di protezione civile che ha coinvolto l'intera isola per due giorni. Un piano di protezione civile adottato dalla Provincia e dei piani in vigore nei diversi Comuni e che ha coinvolto Comuni, polizie municipali, Asl, Corpo forestale dello stato, polizia provinciale, vigili del fuoco, prefettura e Capitaneria di porto. Una giornata di sole ha fatto da sfondo all'esercitazione"Arcipelago 2010". Tutta la protezione civile elbana, insieme alle altre forze dell'ordine, si è mobilitata fin dalle prime ore della mattinata di ieri per simulare l'intervento sugli eventi calamitosi annunciati un pò su tutto il territorio. Cuore di tutta l'operazione la sala operativa appena inaugrata nella sede elbana della Provincia che a sua volta si coordinava con la sede centrale a Livorno. I soccorsi si sono distaccati al Sasso a Rio Marina ai Marmi, a Campo, al Fosso della Madonnina, dove è stata simulato anche il salvataggio di una parsona caduta sulla scogliera. Essendo impossibile il salvataggio da terra, sono intervenute la Capitaneria di Porto e la Società Nazionale di Salvamento che hanno portato il ferito all'ambulanza del 118 e di lì in ospedale. E poi strade chiuse e capannelli di soccorritori in tutti i comuni. «Ha funzionato tutto bene - ha confermato Angelo Mollo, vicecomandante della Polizia Provinciale e coordinatore della Protezione Civile Provinciale - e comuqnue sono emerse delle criticità». Unico intoppo nella sala operativa un fax nuovo che si è inceppato. «A dimostrazione - continua Mollo - che anche il più banale disguido può creare problemi». L'attivazioe della protezione civile è stata immediata, attraverso i vari coordinamenti comunali. «L'isola deve esere in grado di operare da sola - ha confermato Maria Teresa Sposito, assessore provinciale alla protezione civile - E' essenziale che i comuni conoscano i piani provinciali per collegarsi alla struttura di Livorno ma devono essere autonomi perchè l'Elba ha una struttura particolare che richiede tempi veloci e, chiaramente, dal continente non si può. Per questo l'esercitazione: per testare il sistema e risolvere le citicità che dimostra».

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