Il dolore
Le parti cercano un punto di equilibrio nella trattativa che potrebbe chiudersi entro fine mese
Lucchini, nuova mossa dei russi
Luca Centini
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Larea portuale della Lucchini Offerto il 35% delle quote per una conversione del debito pari a 200 milioni
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PIOMBINO. Un altro piccolo passo avanti per la ristrutturazione del debito Lucchini. Ma per chiudere l'accordo con le banche manca ancora qualcosa. Il magnate russo Alexey Mordashov ha rivisitato il piano di ristrutturazione presentato una decina di giorni fa agli istituti di credito. A darne notizia è il quotidiano economico Il Sole 24 Ore, che riporta le indiscrezioni su una bozza proveniente da Mosca, circolata in questi giorni. Gli azionisti Lucchini, per il 50,2% di Mordashov e per il 49,8% di Severstal, sarebbero disposti a cedere il 35% delle quote alle banche in cambio di una conversione del debito pari a 200 milioni. Il piano, respinto dieci giorni fa dalle banche, prevedeva per la stessa cifra le cessione del 30% del capitale, il 5% in meno. Il passo avanti di Mordashov si configurerebbe anche sul fronte della ricapitalizzazione della società. L'azienda avrebbe confermato la disponibilità a iniettare nuovi capitali per un totale di 150 milioni. L'ultimo piano di Mordashov prevedeva 50 milioni cash e 100 milioni con un prestito "super-senior", ovvero una forma di credito privilegiato rispetto al credito ordinario. Con la rivisitazione del piano i russi sarebbero disposti a rinunciare al prestito "super senior", equiparando i 100 milioni allo stesso livello di quello bancario. La nuova proposta cerca quindi di andare incontro alle richieste avanzate dal pool di banche, tra cui Bnp, Intesa San Paolo e Unicredit, che nell'ultimo vertice col management del gruppo Lucchini avevano rispedito al mittente l'offerta, chiedendo a Mordashov un maggiore impegno finanziario per ristrutturare il debito da 770 milioni e garantire il rilancio dell'azienda. Il settimanale economico Il Mondo riporta quelle che sarebbero nel dettaglio le richieste delle banche, inserite nella controproposta recapitata ai russi. Il pool di banche, guidate dall'advisor Rotschild, avrebbe chiesto alla proprietà di raddoppiare la quota di aumento di capitale da 50 a 100 milioni per il 70% di Lucchini, riducendo a 50 milioni la parte richiesta in prestito. Il restante 30% del capitale verrebbe ceduto in cambio della riconversione del debito che, tuttavia, costerebbe alle banche 100 milioni di credito e non 200 milioni, cifra proposta nel piano di Mordashov. Solo a queste condizioni i creditori sarebbero disponibili a riaprire le linee finanziarie con 160 milioni freschi e riscadenzare a cinque anni il debito residuo con un congruo periodo di preammortamento. Il tempo per trattare, secondo quanto si apprende, si sta stringendo, visto che in pochi mesi i 330 milioni accumulati nelle casse del gruppo Lucchini con i profitti degli anni 2006-08, sarebbero già scesi sotto la soglia dei 100 milioni. Le ultime modifiche al piano garantirebbero condizioni più vantaggiose alle banche, pur lasciando inalterato l'impegno per l'aumento di capitale dei russi (50 milioni) e i sacrifici richiesti ai creditori (200 milioni). Secondo quanto trapela in ambienti finanziari le banche difficilmente si accontenteranno senza che queste cifre siano distribuite in modo diverso. In questa fase decisiva crescono le pressioni, così come aumenta il rischio di rottura. Di fronte a un altro no Mordashov potrebbe abbandonare la trattativa, lasciando al suo destino il gruppo siderurgico. Del resto il magnate si era premunito di fronte all'ipotesi di un tracollo, mettendo Lucchini fuori dal bilancio e togliendola dal controllo di Severstal con la cessione del 50,2%. L'impressione è che, tuttavia, ci si stia avviando a piccoli passi verso un punto di equilibrio e i margini per appianare le ultime distanze ci siano ancora. Del resto trovare una soluzione per ristrutturare il debito è nell'interesse sia di Mordashov che degli istituti creditori. Una svolta è attesa nel periodo di Natale, quando sarà lo stesso magnate russo a incontrare il pool di banche per chiarire il destino di Lucchini.
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