Italia
Manovre sul bilancio per far quadrare i conti
Paolo Federighi
Saranno rivisti anche alcuni capitoli del piano d'interventi per le opere pubbliche
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SAN VINCENZO. A seguito della sentenza che ha condannato il Comune nel caso degli espropri nella zona artigianale, l'amministrazione comunale ha deciso di fare alcuni assestamenti e variazioni di bilancio. Il Comune intende infatti applicare la parte residua dell'avanzo di bilancio 2009, equivalente a 644.412 euro, per l'estinzione anticipata dei prestiti. Ma ci saranno da apportare modifiche al programma triennale delle opere pubbliche, variando le fonti di finanziamento per le opere di sistemazione di via della Stazione e per la realizzazione di alcune rotatorie. Alla base di queste turbolenze finanziarie di fine anno ci sono due sentenze. Una, emessa della Corte d'appello, è relativa alla controversia promossa da Casimirro e Nada Genovesi contro il valore d'indennità di esproprio per un terreno di 8.600 mq. La sentenza dispone il pagamento in favore degli espropriati di 425.700 euro, oltre agli interessi legali. La seconda sentenza riguarda la controversia promossa da "La Piana costruzioni" per espropriazione dei terreni in area Pip, che la società ha vinto con sentenza della Corte d'appello, depositata ma non ancora notificata al Comune, che ridetermina l'importo dell'indennità in 640.800 euro oltre agli interessi. Il Comune aveva già depositato alla Cassa depositi e prestiti, a titolo di indennità di esproprio, 154.300 euro. La spesa complessiva, al lordo degli interessi legali, è stata quindi quantificata in 1.008.206 euro. Il Comune aveva stipulato dei contratti con gli acquirenti dei lotti assegnati a seguito dell'esproprio dei terreni. Tali contratti riportano le clausole "salvo conguaglio" del maggior valore dell'indennità di esproprio a carico del Comune che avrebbe potuto essere riconosciuta agli espropriati. Nella zona artigianale ci sono ancora da assegnare quattro lotti. In queste settimane sono in atto, da parte dell'amministrazione comunale e del suo legale, trattative con gli espropriati al fine di raggiungere accordi di transazione. Il Comune si riserva comunque la possibilità di ricorrere alla Corte di Cassazione per una riduzione del valore dell'indennità, soprattutto nell'interesse degli acquirenti dei lotti. Per le finanze del Comune non si riscontra alcun aggravio di spese - come viene spiegato nella delibera - visto che, per i contratti stipulati, le somme per le maggiori indennità di esproprio si riverseranno sui privati acquirenti dei lotti. Per i lotti non ancora assegnati, al momento della loro vendita, il Comune incamererà un prezzo superiore a quello sostenuto per l'esproprio pareggiando quindi i conti.
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