Il Tirreno

I provvedimenti contro il contributo sono 180, la Commissione nega le sospensive ai pagamenti

Bonifica, primo round all'Unione

Valentina Landucci
Nella foto in alto un canale di bonifica dopo gli interventi dell’Unione
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Nella foto in alto un canale di bonifica dopo gli interventi dell’Unione

Ma per un vizio formale i cittadini potrebbero vincere i ricorsi

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 PORTOFERRAIO. Salgono a quota 180 i ricorsi contro il pagamento del contributo di bonifica. Ma il primo round della battaglia legale sul balzello contestato, tra gli altri, da numerosi imprenditori del settore turistico, va a favore dell'Unione dei Comuni. Nell'esame dei primi ricorsi la Commissione tributaria provinciale ha respinto la richiesta di sospensiva dei contribuenti.  Fin qui la buona notizia, ovviamente per l'Unione dei Comuni. Che tuttavia dovrà fare i conti con un intoppo burocratico di non poco conto. In pratica le opposizioni ai ricorsi presentati dai cittadini sono state firmate da un dirigente dell'Unione, l'architetto Mario Ferrari, senza il necessario mandato - come rilevato dalla Commissione tributaria provinciale - dell'organo politico dell'ente, cioè la giunta. Un vizio di forma che potrebbe significare una vittoria, al tavolino, per tutti i ricorrenti, con un danno - in termini economici - per l'ente che potrebbe stuzzicare la curiosità di chi vigila sul buon funzionamento della finanza pubblica, la Corte dei Conti. Il problema sarebbe facilmente risolvibile con una riunione della giunta dell'Unione dei Comuni che avvalli l'inevitabile scelta di opporsi ai ricorsi presentati (anche in questo caso, infatti, l'ente richiederebbe di macchiarsi di danno erariale perché non si è difeso in giudizio). Ma la giunta non esiste più da mesi: si sono dimessi tutti. Così lo staff tecnico dell'Unione si trova a gestire una situazione critica senza i necessari input politici da parte degli organi di governo.  Una situazione che si ripercuote, tanto per restare in tema di ricorsi, anche sulla possibilità di pagare gli avvocati chiamati a difendere l'Unione. L'incarico per i primi ricorsi è stato assegnato con le risorse disponibili. Ma per tutti gli altri casi? Anche qui la giunta potrebbe risolvere la situazione approvando una variazione di bilancio e stanziando non solo i soldi per gli avvocati ma anche quelli per l'invio dei provvedimenti di opposizione ai ricorsi (nelle casse dell'ente non ci sono soldi neppure per la spedizione dei documenti di cui, ultimamente, si è fatto carico a proprie spese - atti alla mano - l'architetto Ferrari). Ma anche così torniamo al punto di partenza: senza una giunta anche il pagamento di un corriere per la consegna di un atto diventa un'impresa impossibile.  Da qui la decisione del dirigente Ferrari di scrivere al presidente dimissionario dell'Unione, Claudio Della Lucia, alla giunta e all'assemblea dell'ente, nonché al presidente della Regione, Enrico Rossi, per metterli al corrente della situazione e della necessità, non più rinviabile, di rimettere in moto l'Unione, ormai a rischio fallimento.

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