Proteste
Apt, 25 posti di lavoro a rischio
Valentina Landucci
Sono quelli dei dipendenti stagionali degli uffici informazioni
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PORTOFERRAIO. Uffici informazioni, pubblicazione di materiale informativo, sponsorizzazioni e promozione di eventi. Tutto cancellato con un colpo di spugna. Per non parlare di 25 posti di lavoro (in tutto il territorio livornese, compresa l'Elba) a rischio: quelli del personale stagionale impiegato negli info point delle Agenzie per il turismo. Sono anche questi gli effetti della chiusura delle Apt che la Regione ha deciso di mandare in pensione (dal primo gennaio saranno sostituite dagli uffici fiorentini dell'Apet) per ottimizzare il sistema della promozione, esportando all'estero un unico marchio: quello della Toscana. Principio condivisibile, questo, per l'assessore al turismo della Provincia, Paolo Pacini. Che tuttavia non condivide alcuni dei contenuti della rivoluzione avviata dalla giunta fiorentina. Le perplessità, rispetto al primo documento che illustra la riorganizzazione del settore (consegnato ai rappresentanti delle Province), non sono poche. «Anzitutto - spiega Pacini - pur apprezzando l'idea di un'agenzia di marketing centralizzata abbiamo chiesto che venga mantenuto un forte collegamento con i territori dove nascono i prodotti da commercializzare». Preoccupa il fatto che la Regione non tenga di conto gli aspetti collegati alla promozione locale. «Che fine faranno - si domanda Pacini - le attività legate alla promozione e sponsorizzazione di eventi, la pubblicazione di materiali da distribuire nelle località turistiche e ancora i così detti educational tour rivolti a operatori e giornalisti in visita sui territori?». Pacini conosce la risposta: di tutto questo non ci sarà più traccia. Anche perché, per il momento, la Regione ha predisposto l'accentramento della promozione, tagliato i costi (del milione e 600 mila euro destinati alla Provincia di Livorno restano 500mila euro per pagare gli stipendi degli ormai ex dipendenti Apt) e delegato - ma senza concedere risorse - le altre funzioni alle Provincie. «Non c'è traccia - conclude Pacini - del destino dell'informazione turistica e dell'accoglienza: la Regione fa semplicemente sparire queste funzioni fondamentali, che da soli Province e Comuni non riusciranno a garantire, mettendo a rischio, al contempo, il lavoro dei dipendenti stagionali, cioè professionalità che non possiamo permetterci di perdere».
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