Gioco
Lassessore Nista: rivediamo le quote societarie, così i sindaci decideranno insieme
Rifiuti, intesa sul futuro di Esa
Valentina Landucci
◗
I cassoni per la differenziata al centro della Casaccia Entro marzo 2011 al Buraccio si produrranno compost e cdr
3 MINUTI DI LETTURA
PORTOFERRAIO. Un tavolo tecnico per appianare tutte le controversie, anche legali, tra i Comuni e Esa sulla gestione dei rifiuti, per andare poi alla revisione degli assetti societari dell'azienda: tutti i Comuni dentro Esa con quote proporzionali al numero degli abitanti. Insomma far contare tutti un po' di più per trovare soluzioni indispensabili e, finalmente, condivise. E' questo l'esito della riunione di ieri tra i sindaci elbani, l'azienda dei rifiuti e l'assessore provinciale all'ambiente Nicola Nista. Un punto di partenza. O per meglio dire di ripartenza, che va di pari passo con un annuncio: entro marzo 2011 l'impianto del Buraccio produrrà combustibile da rifiuti (cdr) e compost. Una tessera di un puzzle piuttosto complicato che va al suo posto dopo anni di attese. Le linee di produzione, infatti, sono da tempo in fase di collaudo e, nonostante le intese sligate tra i Comuni, non hanno mai funzionato «anche a causa - spiega Nista - di problemi tecnici con i fornitori delle attrezzature che ora sembrano risolti». Dunque il termine del marzo 2011 sembra credibile. Per quella data anche il riassetto societario di Esa dovrebbe essere una realtà. Nonostnate posizioni ancora distanti tra i Comuni l'incontro di ieri «ha fatto registrare una forte unità tra i primi cittadini - spiega l'assessore provinciale - perché c'è la consapevolezza che solo attraverso un percorso condiviso potremo rafforzare Esa e mettere in campo iniziative per ridurre i costi». Nista precisa, rispetto alla questione della chiusura dell'impianto per la differenziata al Buraccio, che «non c'è alcun rischio che l'Elba diventi come Napoli, se pure affrontando costi maggiori la questione è sotto controllo e andrà a risolversi non appena otterremo, come Provincia, le necessarie autorizzazioni per l'utilizzo dell'impianto». Cosa che si concretizzerà solo tra qualche mese. Ma non sembra rappresentare la priorità, come neppure la questione delle royalties a Porto Azzurro, «non tanto perché non sia un problema importante - aggiunge Nista - semmai la priorità, in questo momento, è il ruolo che i Comuni avranno in Esa». Un contesto nel quale potranno ricomporsi i contenziosi in essere, riconosciuto come tale - forse per la prima volta - da tutti i Comuni elbani. «Per Portoferraio - spiega il sindaco, Roberto Peria - Esa deve rimanere una partecipata comunale all'interno della quale tutti i Comuni si sentano partecipi». «Nell'affrontare meglio le questioni normative - aggiunge Andrea Ciumei, sindaco di Marciana Marina che si fa interprete delle posizioni dei Comuni di Rio Marina e Porto Azzurro - è emersa la convenienza di mantenere una società attiva. Esa dovrà per forza di cose essere l'ente gestore a patto che ci sia una nuova distribuzione delle quote, che auspichiamo venga proporzionata agli abitanti equivalenti, e un nuovo piano di investimenti e rientri approvato da tutti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
