L’ortopedico è accusato di essersi allontanato da Villamarina dopo aver timbrato il cartellino
L'Asl licenzia il dottor Batistoni
«Sono tranquillo, stavo recuperando le ore che avevo lavorato in più»
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PIOMBINO. E' accusato d'aver timbrato il cartellino in entrata ed essersene andato dal lavoro. Lui si difende sostenendo che si trattava di ore da recuperare. Nel frattempo, però, sono scattati il licenziamento e una richiesta di rimborso. Per la Corte dei conti deve restituire 17mila euro. Protagonisti della storia, l'Asl e il dottor Roberto Batistoni, ortopedico a Villamarina da 36 anni. E i Nas, che hanno eseguito i controlli orari per conto della direzione, accertando 53 ore di assenza ritenuta ingiustificata. Buona parte della vicenda ruota intorno alla stretta sui dipendenti pubblici impressa dalla legge Brunetta. Ma soprattutto sull'obbligatorietà o meno di autorizzare preventivamente il recupero delle ore lavorate in più. Per l'Asl quell'autorizzazione è diventata indispensabile, anche se fino a qualche tempo fa non la riteneva tale per il personale medico che ha un certo livello di flessibilità.
Da Livorno, l'azienda si limita a confermare il licenziamento di Batistoni. Causa, motivi disciplinari. Più disponibile al dialogo è il medico, conosciuto anche per il suo impegno politico. Prima, nella lista civica di Centro-destra "Per la tua città", con la quale era entrato in consiglio nella legislatura passata. Dopo, con "Moderati per Piombino" che alle ultime votazioni, però, aveva ottenuto scarsi consensi. «E' una vicenda complicata ma sono tranquillo e dimostrerò la correttezza del mio operato», afferma il medico, supportato da Paolo Camelli (Uil sanità) e pronto ad affrontare una causa, anche se dal gennaio prossimo, sarà in pensione. Decisione manifestata a inizio anno e messa nero su bianco il 10 ottobre scorso. Lo snodo di tutta la vicenda sta nell'orario di lavoro. In base al contratto dei medici, il settimanale ammonta a 38 ore (quattro delle quali per aggiornamento professionale). Le presenze in più vengono cumulate e devono essere smaltite entro i quattro mesi successivi.
Altrimenti c'è il rischio dell'azzeramento, peraltro contestato dai sindacati e oggetto di un contenzioso generale, indipendente dal caso specifico. A maggio, il monte-ore da cui attingere era a quota 128. Il medico aveva deciso di utilizzarne 18. Operazione che, secondo l'Asl, non avrebbe dovuto compiere senza un nullaosta preventivo. Da qui, le verifiche dei Nas che hanno contestato 53 ore di assenza giudicata irregolare. «In realtà - commenta Camelli - abbiamo documentazione tale da dimostrare che le ore in cui il professionista è mancato sono solo 18, esattamente quelle che intendeva recuperare». A questo punto, dovrà dire la sua un magistrato del lavoro. Il fatto, però, che l'ortopedico abbia già firmato per la pensione, fa decadere l'urgenza della sentenza. «Significa che ne riparleremo tra qualche anno. E questo non è piacevole», chiude Batistoni.
Da Livorno, l'azienda si limita a confermare il licenziamento di Batistoni. Causa, motivi disciplinari. Più disponibile al dialogo è il medico, conosciuto anche per il suo impegno politico. Prima, nella lista civica di Centro-destra "Per la tua città", con la quale era entrato in consiglio nella legislatura passata. Dopo, con "Moderati per Piombino" che alle ultime votazioni, però, aveva ottenuto scarsi consensi. «E' una vicenda complicata ma sono tranquillo e dimostrerò la correttezza del mio operato», afferma il medico, supportato da Paolo Camelli (Uil sanità) e pronto ad affrontare una causa, anche se dal gennaio prossimo, sarà in pensione. Decisione manifestata a inizio anno e messa nero su bianco il 10 ottobre scorso. Lo snodo di tutta la vicenda sta nell'orario di lavoro. In base al contratto dei medici, il settimanale ammonta a 38 ore (quattro delle quali per aggiornamento professionale). Le presenze in più vengono cumulate e devono essere smaltite entro i quattro mesi successivi.
Altrimenti c'è il rischio dell'azzeramento, peraltro contestato dai sindacati e oggetto di un contenzioso generale, indipendente dal caso specifico. A maggio, il monte-ore da cui attingere era a quota 128. Il medico aveva deciso di utilizzarne 18. Operazione che, secondo l'Asl, non avrebbe dovuto compiere senza un nullaosta preventivo. Da qui, le verifiche dei Nas che hanno contestato 53 ore di assenza giudicata irregolare. «In realtà - commenta Camelli - abbiamo documentazione tale da dimostrare che le ore in cui il professionista è mancato sono solo 18, esattamente quelle che intendeva recuperare». A questo punto, dovrà dire la sua un magistrato del lavoro. Il fatto, però, che l'ortopedico abbia già firmato per la pensione, fa decadere l'urgenza della sentenza. «Significa che ne riparleremo tra qualche anno. E questo non è piacevole», chiude Batistoni.
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