Il Tirreno

Tiemme, occupazione a rischio

Un autobus della Tiemme al terminal di via Leonardo da Vinci
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Un autobus della Tiemme al terminal di via Leonardo da Vinci

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PIOMBINO. Tiemme: a rischio l'occupazione e i collegamenti. Tagli del governo e politiche inadeguate degli enti locali - dalla Regione ai Comuni passando per la Provincia - stanno minando il trasporto pubblico. Lo sostengono le organizzazioni sindacali che, mentre annunciano lo sciopero unitario per venerdì prossimo, prendono la palla al balzo per denunciare gli sprechi dovuti al mantenimento di quattro consigli d'amministrazione. Uno, in ciascuna delle aziende confluite in Tiemme. Città capofila Piombino, Grosseto, Siena e Arezzo.  Salta l'appalto. I primi a perdere il posto saranno i cinque o sei lavoratori della società che a Piombino gestisce in appalto una parte del servizio. «E questo potrà accadere subito a inizio 2011», afferma Roberto Busdraghi della Uiltrasporti, per il quale nel 2012 gli effetti dei tagli potrebbero comportare decine di lavoratori in eccedenza.

Linee in bilico. La riduzione chilometrica ipotizzata oscilla intorno al 10% nel 2011 a cui è da aggiungere un ulteriore 20% l'anno dopo. A farne le spese, per Busdraghi, potrebbero essere soprattutto i collegamenti con i centri collinari e le linee usate dagli studenti.  «Ad essere penalizzate sarebbero le fasce deboli degli utenti, come gli anziani, nel caso dei paesi limitrofi. E questo è inaccettabile», commenta il sindacalista, dicendosi comunque disponibile al confronto insieme ai colleghi delle altre sigle: «A partire dall'organizzazione del lavoro. La Provincia, però, continua ad ignorarci», aggiunge il sindacalista.  

Forbici in azione.
Il trasporto pubblico locale pagherà il patto di stabilità del governo con 900 posti e 220 milioni in meno. Il settore su gomma sarà il più colpito.  «La ristrutturazione - prosegue Busdraghi - determinerà inevitabilmente tagli importanti sulle linee urbane ed extraurbane, disagi per i cittadini, appesantimento del traffico urbano e dell'inquinamento. Per questo gli utenti devono sapere che sciopereremo per difendere l'interesse generale, insieme ai posti di lavoro e ai nostri diritti».

Mix di responsabilità. Se l'apice del problema è costituito dal patto di stabilità, per la Uiltrasporti sono da evidenziare anche altri livelli di inadempienza. Il riferimento è alla Regione, accusata di non aver elaborato un piano alternativo, alla Provincia che si accinge a tagliare al di fuori del confronto e ai Comuni, per l'assenza di piani di mobilità.

I costi della politica. Busdraghi è categorico: «Su Tiemme non affronteremo neanche da lontano l'argomento esuberi se prima non verranno azzerati i quattro consigli d'amministrazione a cui si è aggiunto quello della nuova società. Per ognuna delle ex aziende di Piombino, Grosseto, Siena e Arezzo basterà un soggetto solo, in funzione della gestione del patrimonio immobiliare rimasto fuori dalla fusione. E' lì che si deve tagliare subito, risparmiando decine di migliaia di euro ogni anno».  Tra gli ostacoli nei rapporti con Tiemme ci sono l'introduzione del doppio regime contrattuale tra vecchi e nuovi assunti e la mancanza di tutela dei lavoratori che dovessero risultare inidonei negli anni.

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