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Acqua, il caso approda in Consiglio
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Una caraffa filtrante sempre di più in uso nelle nostre case Coppola (Udc) chiede chiarezza su arsenico e boro
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PIOMBINO. Il capogruppo dell'Udc Luigi Coppola ha presentato una mozione sul caso dell'arsenico e del boro presenti nelle nostre acque. Al consiglio comunale proporrà l'approvazione di un documento con cui si chiede che sia fatta al più presto chiarezza sulla qualità dell'acqua, attraverso specifiche e dettagliate certificazioni. «L'Asa - secondo Coppola - deve chiarire se ci sono rischi sulla potabilità della nostra acqua, sia dal punto di vista normativo che per gli effetti sulla salute, considerando le specifiche pronunce dell'Unione europea e dell'Iarc (Agenzia internazionale di ricerca sul cancro) che considera l'arsenio elemento cancerogeno». Nella mozione dell'Udc, il sindaco e il presidente del consiglio comunale sono invitati a convocare esperti dell'Asa, dell'Asl e dell'Arpat ad un incontro in aula o in commissione, per discutere specificatamente sulla potabilità dell'acqua. Tutto nasce dalla presa d'atto che «l'Ue ha espresso un parere chiaro, respingendo la richiesta dell'Italia di un ulteriore deroga per innalzare le percentuali di arsenico presenti nelle acque erogate dagli acquedotti, da 10 a 50 microgrammi litro. «La Ue - ricorda Coppola - ha concesso una deroga solo fino a 20 microgrammi per litro per l'Italia, come aveva già fatto per altri stati dell'Unione, pur ritenendo comunque tale condizione un'alterazione rispetto alla normalità. Fra i 128 comuni a rischio di non poter utilizzare la loro acqua per scopi alimentari c'è anche Piombino, nonché gran parte della Val di Cornia e l'Isola d'Elba». Nonostante le rassicurazioni del ministero della Salute e di altri enti pubblici, Copola ricorda che «esiste una letteratura scientifica riguardo ai danni provocati da un'elevata presenza di arsenico agli esseri umani ed in particolar modo ai bambini (per i quali dovrebbe rimanere il limite dei 10 microgrammi per litro senza deroga) come appunto stabilito dalle direttiva europea». Non tranquillizzano il capogruppo dell'Udc neppure le rassicurazioni dell'Asa, secondo la quale le concentrazione di arsenico presenti nell'acqua dei nostri rubinetti è comunque al di sotto dei 20 microgrammi per litro. «Solo per un'ulteriore deroga - sostiene - rientriamo nei parametri. E in più per i bambini comunque permangono rischi oggettivi e, in certi frangenti, anche il limite di boro supera di gran lunga il limite massimo ed anche il limite in deroga». Una situazione, dunque, che secondo l'Udc «deve essere affrontata in modo serio e soprattutto trasparente, al di là delle problematiche reali e concrete del nostro sistema idrico, che certamente prescindono da situazioni specifiche dei terreni e delle falde, ma anche da una gestione non certamente esaltante di tutto il settore».
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