Il Tirreno

Niente scioperi e autogestioni: contro la legge Gelmini il “Carducci” sceglie un’originale forma di protesta

I liceali si mettono la maglia nera

Francesca Lenzi
Studenti davanti al liceo “Carducci”
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Studenti davanti al liceo “Carducci”

Tutti in classe e in "divisa" a discutere il testo della riforma

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PIOMBINO. Non il solito sciopero, ma un'iniziativa particolare per protestare contro la riforma Gelmini. E' questa la scelta degli studenti del liceo classico e scientifico di Piombino, che stamattina diventa teatro di una singolare manifestazione di dissenso. Durante la prima ora, tutti gli studenti si riuniranno nella scuola per ascoltare la lettura di un breve estratto della riforma. Dopo, al rientro nelle aule, i ragazzi dell'ultimo anno si divideranno in gruppi e, documento incriminato alla mano, andranno in tutte le classi per parlare dei provvedimenti contenuti nella legge Gelmini. Il tutto dietro invito a presentarsi in maglia nera.  «Non in segno di lutto, anche se c'è poco da stare allegri - affermano gli studenti dei licei - L'idea è quella di utilizzare un indumento come promemoria, per dire "Io mi ricordo di questa cosa"».  Una manifestazione itinerante quindi. Con tanto di abito a emblema di un evento che vuole andare oltre la semplice contestazione spesso dichiarata con lo sciopero o l'autogestione.  I liceali piombinesi non credono all'efficacia di quegli strumenti: «In una città piccola come Piombino pensiamo abbia più senso un'iniziativa del genere, utile a proporre davvero un dialogo. Poi magari ci sarà tempo e possibilità per sfilare in un corteo, in centri grandi come Pisa o anche Roma».  La protesta organizzata per oggi non blocca le lezioni, non prevede banchi vuoti, non contempla azioni esasperate, non progetta slogan, ma offre l'opportunità di uno scambio di idee e di una riflessione attorno al tema che sta infiammando in questi giorni l'ambiente dell'istruzione.  Le visite nelle varie classi non hanno infatti l'obiettivo di incendiare ulteriormente gli animi, presentando in termini prestabiliti le accuse contro la riforma, ma nelle intenzioni degli studenti rappresentano l'occasione per un autentico scambio di opinioni. Una dimostrazione diversa dal solito, che trova nei ragazzi l'impulso al confronto e nella scuola stessa il contesto ideale per avviare il dibattito.

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