Il Tirreno

Il destino dell’azienda, con 60 dipendenti, è appeso alla rinegoziazione del debito con le banche

Per la AeB Frames il futuro resta nero

Luca Centini
Per la AeB Frames il futuro resta nero

La Regione promette sostegni, ma Fidi Toscana non entra nel capitale

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VENTURINA. Dalla Regione c'è l'impegno per salvaguardare il futuro produttivo e garantire l'occupazione della AeB Frames di Venturina. Ma la partita per il salvataggio dell'impresa di infissi, in cui lavorano circa 60 addetti, resta aperta e si giocherà con gli istituti di credito. In gioco c'è la ristrutturazione di un debito da poco meno di 12 milioni di euro, che rende incerte le prospettive dell'azienda.  Ieri a Firenze si è tenuto il vertice convocato dall'assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini, l'assessore provinciale Ringo Anselmi, il sindaco di Campiglia Rossana Soffritti. Al tavolo c'erano i responsabili dell'azienda e i segretari provinciali di Fiom e Uilm Luciano Gabrielli e Vincenzo Renda. 

Sia l'azienda che i sindacati hanno espresso soddisfazione per l'esito dell'incontro che tuttavia, annunciato come decisivo per il destino della AeB, non ha sgombrato il campo da tutti i dubbi legati alla rinegoziazione del debito da 12 milioni contratto con le banche. Lo stesso commento della Regione non entra nel merito del piano di salvataggio. «Ribadiamo l'impegno della Regione - ha spiegato Simoncini - a lavorare insieme alle istituzioni, i sindacati e con il pieno coinvolgimento di Fidi Toscana, per una soluzione in grado di risolvere la grave situazione finanziaria dell'azienda».  Il fatto che Regione e Fidi Toscana abbiano confermato la propria operatività per allontanare lo spettro del fallimento della AeB è un punto di partenza considerato determinante. Ora resta da capire come questo impegno si articolerà in azioni concrete. 

Nell'assemblea dei lavoratori, i dirigenti AeB avevano fissato i punti chiave per il consolidamento del debito e il rilancio dell'azienda. Con un'operazione straordinaria una nuova società, creata ad hoc e affiancata alla AeB, prenderebbe in "affitto" la sua produzione facendosi carico del rilancio e del risanamento del debito. Un nuovo soggetto, con la stessa struttura imprenditoriale di AeB, aperto all'ingresso nel capitale sociale di un importante istituto di credito e della stessa Fidi Toscana.  Ma Fidi Toscana non si è resa disponibile a entrare nella nuova società, anche se ha garantito comunque una forma di sostegno finanziario. «La sostanza non cambia - hanno spiegato Fiom e Uilm - c'è la disponibilità a ristrutturare il debito e finanziare il piano di rilancio con un fondo di garanzia».

Entro il 16 dicembre, quando si riunirà il consiglio di amministrazione di Fidi Toscana, dovrebbero essere chiariti, se confermati, gli strumenti finanziari che saranno messi in campo. Secondo indiscrezioni il fondo di garanzia consisterebbe in 1,5 milioni, impiegati per dare vita al piano di rilancio aziendale.  Regione e Fidi Toscana hanno confermato l'impegno a lavorare per una soluzione solo dopo aver analizzato scruplosamente il piano industriale di AeB. «Il piano è stato preso, proiettato nel tempo e "stressato" attraverso la presa in esame di tutte le possibili difficoltà - spiega l'avvocato Luigi Cappelli, in rappresentanza della proprietà - quindi è stato ritenuto valido. La riunione di ieri ha confermato che c'è un buon raccordo tra le istituzioni per salvare un'azienda sana e radicata nel mercato».  Un ok della Regione è importante ma non può bastare ad assicurare il futuro della fabbrica di infissi. Il management dovrà infatti trovare un'intesa con le banche creditrici, in tutto una decina di istituti, per rinegoziare il debito e ottenere la liquidità necessaria per far decollare il piano di rilancio. Già a maggio la AeB sembrava essersi salvata, prima che il piano di rientro dei debiti in quindici anni subisse uno stop inatteso.

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