Attenzione
Da parte del Ministero e della Soprintendenza via libera ai lavori sul monumento di Portoferraio
Forte Inglese tornerà all'antico splendore
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Una veduta di Forte Inglese Saranno eseguiti interventi di restauro e di recupero per oltre un milione
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PORTOFERRAIO. É uno dei monumenti simbolo della città. Verrà recuperato e restaurato con un intervento da un milione e 350mila euro tanto è necessario per procedere ai lavori di forte Inglese. Il progetto è diventato esecutivo con il disco verde della giunta comunale. Il progetto ha passato tutte le fasi d'autorizzazioni previste per legge. Parere favorevole ottenuto sia da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, sia da parte della Soprintendenza di Pisa. Ora il piano stato redatto dall'architetto Elisabetta Coltelli diventa esecutivo. É arrivato finalmente il momento per vedere ripristinato e recuperato uno dei monumenti storici (dopo le mura medicee e i forti all'interno di esse, i forti Stella e Falcone) che si trovano all'interno della Città. Obiettivo perseguito non solo da questa amministrazione, ma anche delle precedenti. In molti amministratori l'obiettivo del recupero e mai raggiunto il momento di "esecutività" del programma. Oggi esistono le condizioni per ritenere e che, finalmente, il momento sia dunque arrivato. Un po' di storia. Era il maggio 1700 quando il Granduca Cosimo III di Toscana, in visita all'Elba, credette opportuno che fosse necessario, al fine di proteggere ulteriormente la Cittadella da eventuali assedi di nemici provenienti da terra, erigere sulla collina di San Rocco un piccolo fortelizio che fu battezzato forte di San Giovanni Battista. «La costruzione del forte - scrive Fabrizio Prianti - fu terminata nel 1701, ma già nel novembre di 27 anni dopo Gian Gastone, ultimo dei granduchi di Toscana temendo che se questo avamposto posto in posizione strategica, fosse caduto in mano nemica avrebbe potuto rappresentare un grande pericolo per la città di Portoferraio e quindi decise di farlo smantellare». Invece la storia prese un altro corso. Le cronache dell'epoca raccontano che nel 1796 l'esercito inglesi sbarcò sulla spiaggia di Acquaviva e si andarono ad insediare in quello che restava del forte di San Giovanni Battista. Da questo episodio il forte prese il nome di forte degli inglesi. «Parrebbe - aggiunge ancora Prianti - che in questo forte avesse avuto il suo quartiere generale l'ammiraglio Nelson». Si narra che la fortezza conservi ancora nel sottosuolo passaggi sotterranei che porterebbero verso il mare e verso la periferia di Portoferraio. Ma tutto da verificare. Durante il secondo conflitto mondiale qui fu ubicata una auto-fotoelettrica da 150/240 e delle batterie contraeree che entrarono in azione durante le numerose incurisioni da parte di velivoli tedeschi e alleati. A guerra finita, i locali, una volta occupati da militari, ospitarono famiglie di sfrattati, disadattati. È stata anche (negli ultimi anni) sede di una radio privata; infine luogo di raccolta di alcuni artisti locali. Oggi il progetto è ambizioso: interesserà l'impianto idrico, fognario, elettrico, di riscaldamento e di condizionamento, di una sistemazione dei locali.
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