Sicurezza
Meno case a Rio e Cavo Trovato l'accordo tra Bosi e Marson
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RIO MARINA. Francesco Bosi porta a casa il sì della Regione al regolamento urbanistico stoppato dall'assessore Anna Marson per presunte incompatibilità con il Pit della Toscana. E l'iter per rendere operative le previsioni approvate nel marzo scorso a Rio Marina si rimette in moto. Merito di qualche taglio, qua e là, ai volumi (per case e strutture ricettive) previsti dalle sei schede del regolamento urbanistico finite sotto la lente di ingrandimento della Regione. Per dirla con le parole di Marson è stato trovato «il giusto equilibrio tra le proposte avanzate dal Comune, che ha rivisto le proprie previsioni originarie, e i criteri introdotti oggi che consentono di tutelare gli elementi di valenza paesaggistica e territoriale contenuti nel Pit». Un lavoro portato a termine nell'ambito della conferenza paritetica interistituzionale, presieduta da Marson, che ha analizzato uno a uno i casi di contrasto tra regolamento urbanistico del Comune elbano e Pit, oggetto della sospensione delle previsioni urbanistiche comunali deliberata nell'agosto scorso dalla giunta regionale. Alla seduta della conferenza, ieri pomeriggio a Novoli, sono intervenuti, insieme all'assessore, il presidente e il vicepresidente della sesta commissione, Vincenzo Ceccarelli e Andrea Agresti, Moreno Canuti, assessore del Comune di Grosseto, Romeo Segoni, con delega dell'assessore al territorio della Provincia di Prato e naturalmente il sindaco di Rio Marina. «I problemi maggiori rilevati a suo tempo dalla Regione - ha detto Marson - erano costituiti prevalentemente da un dimensionamento spesso eccessivo delle previsioni urbanistiche rispetto alla loro localizzazione, tale da rendere la collocazione dei nuovi volumi incongruente rispetto al contesto». E proprio sul dimensionamento ha lavorato il Comune che, non appena notificate le prescrizioni della conferenza paritetica, andrà a ratificarle con una delibera di consiglio per poi rendere operativo il regolamento urbanistico. Nella sostanza si tratterà di ridurre i volumi per alcune delle sei aree sulle quali erano emersi dubbi di compatibilità con il Pit: meno case, meno posti letto alberghieri in cambio del via libera al regolamento. «La conformità al Pit - afferma Bosi - a mio avviso non era e non è in discussione. Per appianare ogni possibile contenzioso, dato che le previsioni da noi elaborate vanno a rispondere ad esigenze concrete di sviluppo del territorio, abbiamo operato delle modifiche e delle riduzioni che fanno salvi gli obbiettivi che ci siamo dati».
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