Il Tirreno

Una fitta rete di sentieri per ricostruire la storia legata al monte Capanne

Una fitta rete di sentieri per ricostruire la storia legata al monte Capanne

I comuni di Campo, Marciana e Marciana Marina uniti in un ampio progetto di recupero ambientale

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 MARCIANA MARINA. Tre comuni (Campo nell'Elba, Marciana e Marciana Marina capofila) del versante occidentale dell'Isola insieme per un progetto di studio mirato alla riqualificazione storica dei sentieri che si dipanano attorno al monte Capanne. Tutt'e tre hanno condiviso il medesimo obiettivo: ricostruire la storia dell'uomo partendo dalle sue tracce lasciate lungo i principali sentieri attorno al massiccio del monte Capanne.  È nato così un programma comprensoriale, per la cui attuazione concorrerà un'équipe pluridisciplinare. Ne faranno parte architetti e archivisti, storici dell'antichità e medievisti, botanici e guide ambientali, fotografi e specialisti di fotointerpretazione aerea. Nel gruppo c'è anche una nutrita schiera di studiosi elbani fra cui Gloria Peria e Alessandro Pastorelli.  Il coordinamento scientifico sarà affidato a Michelangelo Zecchini, archeologo di fama internazionale nativo dell'Elba, recentemente chiamato a dirigere il Dipartimento di archeologia e antropologia della sede italiana dell'Onu.  «Il progetto prende le mosse - dice Michelangelo Zecchini - dalla constatazione che finora è stato fatto un lavoro egregio sulla sentieristica elbana per quanto riguarda l'aspetto naturalistico. Ciò che invece è stato finora (a torto) trascurato è invece la memoria storica. Le tracce dell'uomo risalenti a oltre tremila anni fa che si trovano e sono perfettamente individuabili proprio sotto i nostri piedi, sul piano di capestio dei sentieri medesimi». Il rischio che si corre, purtroppo, è quello di perdere le tracce della storia dell'Isola. Tracce invece che sono assai importanti come quelle di scoprire, lungo la Piana del Canale andando verso sud dell'Isola le "pietre murate" di epoche etrusche e il punto strategico di avvistamento più importante dell'intera Isola sempre degli Etruschi oppure le cave di epoca pisana, per non parlare dei caprili immediatamente sopra il sentiere, testimonianza di un'attività agricola-pastorale dei Sei/Settecento perfettamente conservati.  Tutte tracce di cui la montagna occidentale dell'isola abbonda. «La verità vera - aggiunge Michelangelo Zecchini - è che i reperti di cui è ricca l'Elba relativi alla storia dell'uomo, sono sempre stati sottovalutati. Per cui Vanno Segnini, Anna Bulgaresi e Andrea Ciumei hanno fatto bene nel sottoscrivere questo programma. Per cui i moltissimi italiani e stranieri che fanno trekking e che poco sono in grado di conoscere sui beni culturali che affiancano i sentieri, avranno l'opportunità di conoscere di più la storia dell'uomo su quest'isola. Del resto non ci sono studi al riguardo».

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