Il Tirreno

AGRICOLTURA

Serve subito una politica seria

Walter Gasperini   (Suvereto)

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Alcune idee di Comune dei cittadini di Campiglia, mi trovano parzialmente concorde nel tentativo di portare sul piano del confronto un tema, quello dell'agricoltura, che davvero langue da troppo tempo.  Però non condivido affatto l'idea di fare del territorio agricolo un "Parco rurale". Non la condivido perché la trovo idea vecchia che parcellizza il territorio in tanti piccoli pezzi assegnando ad ognuno una destinazione come fosse immutabile nel tempo, e utilizzando la parola magica "parco". Questa è per me vecchia concezione dell'urbanistica, di poco migliore di quella che negli anni ancora precedenti definiva le aree agricole come "zona bianca", quindi disponibile per qualsiasi uso o meglio sfruttamento.  Sono convinto che tutto il territorio debba essere visto come un "Parco" entro al quale si organizza la vita di coloro che ci vivono, si costruiscono offerte per i turisti, si organizza il lavoro e l'abitare al servizio dei suoi abitanti, tutto in maniera organica e funzionale al rispetto ambientale che deve trovare nella sostenibilità dello sviluppo la sua vera forza. Quindi si possono consumare risorse se al tempo stesso si consente una naturale riproducibilità.  Quello che più mi scandalizza da sempre è la mancanza di anima che troviamo spesso nel costruito, dove il verde è considerato inutile orpello. Ritengo però che da questo punto di vista nessuno possa lanciare la prima pietra perché privo di peccati.  Quello che invece è completamente vero è il bisogno di una politica seria, incisiva e consapevole verso l'agricoltura. Siamo in assoluta mancanza di obiettivi intorno ai quali costruire qualcosa che assomigli al futuro di un settore tanto importante.  Non è vero che niente è stato fatto, le attenzioni sono sempre vive per prodotti di eccellenza che hanno specificità territoriali, per la salubrità dei territori e dello stesso lavoro agricolo, così come l'ingresso di prodotti biologici nelle mense pubbliche. Se questo confronto si è affievolito non sopporto che qualcuno utilizzi forme demagogiche per farsi paladino di chi intanto rischia di non riuscire a sopravvivere. Occorre però un generoso bagno di umiltà per tutti, scevro dalle volontà polemiche presenti nelle campagne elettorali

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