La protesta
Tragedia sfiorata in un agriturismo per le esalazioni di monossido di carbonio dallimpianto di riscaldamento
Famiglia intossicata durante il sonno
Luca Centini
◗
La fattoria Merciai di Casalappi dove era ospitata la famiglia Salvati dal pianto del figlio di due anni, sono tutti in camera iperbarica
3 MINUTI DI LETTURA
CAMPIGLIA. Solo il pianto e le urla del figlio piccolo hanno evitato la tragedia. Una famiglia di Reggio Calabria, padre e madre di 47 e 39 anni e figlio piccolo di 2 anni, è rimasta intossicata dalle esalazioni di monossido di carbonio in un appartamento dell'agriturismo "Fattoria Merciai" in località Casalappi, a Campiglia. L'episodio è accaduto ieri notte, intorno alle 1,30. Secondo quanto appreso le esalazioni sono dovute a un'anomalia nel funzionamento di un termoconvettore a gpl. La famiglia calabrese era arrivata a Casalappi venerdì pomeriggio per partecipare a una festa organizzata da alcuni familiari. Stavano dormendo, ignari di ciò che stava accadendo. Poi il pianto e le urla del piccolo hanno rotto un silenzio che li stava lentamente trascinando verso il dramma. Fortuna ha voluto che proprio in questi giorni il bambino avesse un sonno disturbato, perché soffriva di bronchite e raffreddore. Il pianto del figlio ha di fatto svegliato la madre. Il padre, a fatica, è riuscito a impugnare il cellulare. Gli effetti del monossido di carbonio gli avevano tolto le forze. Solo con la forza della disperazione è stato in grado di cliccare il numero salvato in memoria di un parente che alloggiava con la famiglia nella stessa struttura di Casalappi. E' bastata la chiamata disperata per mettere in moto i soccorsi. Sul posto è arrivata un'ambulanza con medico della Croce Rossa di Venturina, seguita dalla medicalizzata della Pubblica Assistenza di Piombino. All'arrivo dei soccorritori le tre persone erano ancora coscienti, sebbene fossero in stato di agitazione psicomotoria e presentassero i sintomi tipici dell'intossicazione. Le condizioni dei coniugi sono sembrate da subito gravi, migliori quelle del piccolo. La famiglia è stata trasportata con urgenza all'ospedale di Piombino e, una volta riscontrati valori elevati di cardiossiemoglobina, è stata trasferita con due ambulanze della Misericordia di San Vincenzo a Grosseto, dove i tre sono stati curati in camera iperbarica. I valori riscontrati erano già superiori del 40% rispetto alla norma. In parole povere con altre due ore di esposizione al monossido di carbonio per la famiglia calabrese non ci sarebbe stato niente da fare. Venerdì notte lo staff medico di Grosseto ha sottoposto i familiari a una prima seduta di camera iperbarica e li ha tenuti sotto osservazione tutta la notte. Ieri hanno effettuato una seconda seduta, la terza è prevista stamani. Se tutto procederà come previsto, la famiglia lascerà l'ospedale nel pomeriggio di oggi. Ieri i responsabili del servizio di prevenzione Asl hanno effettuato un sopralluogo nell'agriturismo per verificare le emissioni dei due termoconvettori presenti nell'appartamento. Ma uno dei due apparecchi attaccati alla parete non era funzionante. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri. Lo scorso lunedì gli impianti di riscaldamnento dell'agriturismo erano stati controllati da un'impresa incaricata. «Tutto è a norma e gli strumenti per il riscaldamento sono stati controllati, senza che si rilevassero problemi - racconta Maria Cristina Merciai, titolare della Fattoria - i termoconvettori hanno sempre funzionato e sono dotati valvole di sicurezza che, in caso di guasti, si bloccano. Per apparecchiature del genere non sono neanche previsti controlli periodici. Non mi spiego cosa sia accaduto, si è verificata un'anomalia».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
