Attenzione
Tre giorni sotto assedio con i partecipanti allevento Soft Air Brassard - operazione Caput Liberum
Guerriglia in centro, ma per gioco
Valentina Landucci
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Accanto e in basso due gruppi di appassionati di Soft Air, sotto Andrea Gelsi, vicesindaco di Capoliveri, sede della gara Combattimenti nella notte anche nei vicoli del paese ed è subito polemica
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CAPOLIVERI. Come in una fiction, con tanto di scenografie allestite nel centro del paese e location selezionate per i combattimenti. Tutto molto realistico: dai mezzi militari alle divise, dagli stemmi alle armi. Ma sarà solo un gioco. Una guerra finta nella quale, volenti o nolenti, saranno coinvolti tutti i capoliveresi: dalla massaia diretta al supermercato all'operaio impegnato nel cantiere. Perché il cuore della manifestazione di Soft Air che prende il via oggi a Capoliveri, ribattezzata "Brassard -Operazione Caput Liberum", sarà proprio IL centro urbano. E' la prima volta che succede in Italia. Esperienze di questo tipo fino ad oggi sono state sperimentate solo in Svezia. Saranno tre giorni di combattimenti, tecnicamente delle Mil Sim (simulazioni militari), che si svolgeranno la notte, sia sul monte Calamita sia (tra domani e domenica) nei vicoli del centro storico. Quello stesso centro che sarà la base operativa delle manovre militari: i 200 partecipanti, suddivisi in tre gruppi, allestiranno dentro edifici pubblici e privati sparsi per il paese i propri quartier generali, gli accampamenti e la prigione. Ed è questo, forse, che preoccupa maggiormente chi si oppone all'evento: il fatto che qualcuno si spaventi dei combattimenti per le strade in piena notte o dal transito dei mezzi militari in paese tutto il giorno. «Capisco che la manifestazione possa essere criticata - spiega Andrea Gelsi, vicesindaco del Comune di Capoliveri che ha dato il proprio sostegno all'organizzazione dell'evento - ma non accetto critiche a priori ed anzi invito i più scettici ad assistere: si divertiranno e capiranno il vero significato di questo sport». Al di là delle opinioni di ciascuno sul Soft Air è indubbio che l'iniziativa, anche per il particolare contesto in cui si svolge, è già un evento. «Parteciperanno in 200 - continua Gelsi - ma le richieste sono un migliaio. Questo ci conferma che l'idea di sostenere l'iniziativa è stata azzeccata: sabato sera i ristoranti di Capoliveri saranno pieni, cosa che sarebbe stata altrimenti piuttosto difficile in questo periodo dell'anno. Si tratterà comunque di una prima edizione: il prossimo anno apriremo a un maggior numero i partecipanti, almeno mille». Per il Comune lo scopo è chiaro. «Vogliamo far conoscere il territorio - continua Gelsi - e portare visitatori anche in bassa stagione. I partecipanti arrivano da tutta Italia: sono stati selezionati i migliori gruppi di Soft Air a livello nazionale. Questo non significa che l'amministrazione è favorevole alla guerra: abbiamo creduto in questa iniziativa, promossa da ragazzi competenti, per il ritorno in termini di presenze e immagine». Qualche perplessità, però, rimane, anche per il nome scelto per l'evento: operazione Brassard, una triste pagina della storia, questa volta reale, della seconda guerra mondiale all'Elba: lo sbarco degli Alleati e la morte di centinaia di persone. Una polemica pretestuosa per Gelsi. «Il nome? - conclude - è solo una cosa simbolica».
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