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Chiesta la condanna a due anni per l'ex sindaco Luigi Logi nell'appello per il caso Elbopoli
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Lex sindaco di Marciana Luigi Logi, assolto in primo grado per laccusa di abuso dufficio Era stato assolto in primo grado per l'accusa di abuso d'ufficio Il pg vuole pene pesanti per gli imputati Pesce, Gallitto e Lamberti
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PORTOFERRAIO. Richieste di condanna pesanti e un colpo di scena. Nel processo d'appello per gli scandali edilizi all'Elba, ormai noto come Elbopoli, torna tra i protagonisti l'ex sindaco di Marciana, Luigi Logi, assolto dall'accusa di abuso d'ufficio in primo grado per il quale ieri, a Genova, il procuratore generale ha chiesto due anni di condanna. Stessa sorte per l'immobiliarista di Rio Marina Francesco Sinisgallo (per l'accusa fece da intermediario per il pagamento di tangenti) per il quale è stata chiesta una condanna a tre anni. In appello la Procura ha anche chiesto il non accoglimento delle attenuanti generiche agli imputati, concesse invece in primo grado. Queste le richieste per gli altri imputati: otto anni e mezzo per l'ex prefetto di Livorno Vincenzo Gallitto, sette anni e mezzo per l'ex capo dei gip livornese Germano Lamberti e per l'ex prefetto di Isernia Giuseppe Pesce, già vice di Gallitto nella città toscana. Sette anni e mezzo ciascuno sono stati chiesti anche per gli imprenditori edili pistoiesi Franco Giusti e Fiorello Filippi mentre sei anni sono stati chiesti per l'ex responsabile dell'ufficio tecnico del Comune di Marciana, Gabriele Mazzarri. In primo grado, il 21 aprile 2009, a Lamberti furono inflitti tre anni di reclusione per corruzione, a Gallitto due anni per favoreggiamento e peculato, a Pesce due anni e due mesi per corruzione, a Mazzarri un anno e 8 mesi e a Giusti e Filippi tre anni e 4 mesi ciascuno per un solo episodio di corruzione. Il pm, Paola Calleri aveva chiesto pene più severe e aveva presentato appello. A fare la requisitoria nel processo d'appello è stata la stessa Calleri mentre il pg Lucisano ha fatto le sue richieste dicendo no alle attenuanti generiche. Il rinvio a giudizio, nell'aprile 2005, fu chiesto dai pm Calleri e Mario Morisani. L'inchiesta condotta dalla guardia di finanza di Livorno, era poi stata trasferita alla procura di Genova per il coinvolgimento del giudice toscano Lamberti. Secondo le accuse Lamberti, Pesce e Gallitto avrebbero ottenuto appartamenti in un residence di lusso in cambio di agevolazioni per la realizzazione di un centro servizi nel comune di Marciana.
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