Proteste
Cacciatori contro il bracconaggio
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Un momento della caccia al cinghiale La proposta: abbattimenti a pagamento per cinghiali e mufloni
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MARCIANA MARINA. Servizio di sorveglianza contro il bracconaggio e abbattimento di capi in esubero "a pagamento". Ecco la formula per "controllare" sul territorio insulare mufloni e cinghiali e favorire il rispetto delle regole da parte di chi pratica la caccia. Una proposta lanciata proprio dai cacciatori dell'associazione di Marciana Marina. «Un servizio di vigilanza autogestito - dicono - espletato con adeguate forme di responsabilizzazione potrebbe essere realizzato. Vogliamo una volta per tutte avvalerci del contributo che i singoli cittadini possono offrire al miglioramento complessivo della società». Invece per quanto riguarda la campagna di abbattimento di cinghiali e mufloni, considerati come una vera "piaga biblica" potrebbe essere invece considerato come una risorsa per l'Elba. In che modo? «Organizzando - dicono i cacciatori di Marciana Marina - da novembre a febbraio del turismo venatorio, facendo pagare l'abbattimento di capi previsti dalle pubbliche amministrazioni locali. Si veda cosa succede in continente dove è fiorente la pratica di "abbattere a pagamento" ungulati semidomestici in recinti di 10/20 ettari (versando da un minimo di 1.500 a oltre 5.000 euro per capo, in ragione del trofeo e altri parametri simili). Un selvatico vero abbattuto (in condizioni di assoluta sicurezza e con l'accompagnamento di un cacciatore locale preparato allo scopo) in uno scenario come quello elbano quanto potrebbe valere?». L'intervento dei cacciatori segue la denuncia, riportata dalla stampa alcuni giorni fa, di Legambiente relativa alla presenza di bracconieri nel marcianese, in piena area Parco. Situazioni che non piacciono ai cacciatori che rispettano le regole e che tornano a ribadire i principi della caccia etica: il rispetto della dignità dei selvatici (evitando forme di cattura che procurino sofferenza gratuita), dei periodi di riproduzione, delle nidiate, dei cuccioli e, in determinate circostanze, delle femmine. E il rispetto e la tutela dell'ambiente. «I bracconieri vanno perseguiti e individuati - dicono i cacciatori marinesi - da questo punto di vista ci poniamo una domanda: come mai la vigilanza è così insufficiente? È probabile che ci siano problemi di carenza di organici e di mezzi delle forze preposte e, soprattutto, la voglia di portare la situazione a un punto tale da poter invocare l'abolizione integrale della caccia. Noi dovremmo essere i primi a denunciare chi tradisce l'etica venatoria e fuoriesce dalle norme che regolano la caccia. Ormai la selvaggina è così rarefatta che non possiamo permetterci di fare solo "macelleria" o "esibizione del trofeo"».
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