Sicurezza
Negli ambulatori distribuito il 25 per cento in meno del siero antinfluenzale rispetto all’anno scorso
Vaccini, non bastano le dosi dell'Asl
Melisanda Massei Autunnali
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Molti sono costretti ad acquistare il vaccino in farmaciaI medici si lamentano: «Non riusciamo a coprire le categorie a rischio»
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PIOMBINO. Rischiano di non essere sufficienti per tutti le 17mila dosi di vaccino antinfluenzale arrivate nei giorni scorsi presso gli ambulatori medici e pediatrici della Val di Cornia. Secondo le leggi vigenti, il siero che assicura la copertura dall'influenza stagionale è infatti messo gratuitamente a disposizione a tutti gli utenti di età superiore ai 65 anni e a tutti i soggetti da 6 mesi a 65 anni inclusi nelle categorie a rischio. Molte di queste persone, tuttavia, per l'insufficienza delle dosi distribuite dall'Asl rischiano di non potersi procurare il proprio vaccino se non ricorrendo all'acquisto in farmacia. «Il perché di questo stato di cose non lo conosciamo - spiega la dottoressa Sandra Ghilli - ma constatiamo un calo rispetto allo scorso anno addirittura del 25 per cento. E con questo numero di dosi a disposizione è difficilissimo andare incontro alle richieste degli utenti. Io stessa ho 150 dosi in meno - cioè 311 - rispetto a quelle di cui avrei bisogno solamente per vaccinare i 447 anziani del mio elenco. Lasciando fuori, cioè, tutti i patologici. Cosa dico a queste persone?». «L'ASL - aggiunge il dottor Luigi Casini - ci aveva avvertiti che questo sarebbe accaduto, preannunciandoci un 20 per cento di dosi in meno rispetto al 2009. Io per il momento ho avuto solamente una prima tranche e dunque solo al termine della fornitura dell'azienda potrò capire se sarò in linea con le vaccinazioni che ho effettuato lo scorso anno. Certo è che, con queste cifre di partenza, il rischio è di dover dire a qualche paziente di andarsi a comprare il vaccino in farmacia». Identica situazione, naturalmente, anche a Campiglia Marittima: «Il calo è notevole rispetto allo scorso anno - sottolinea il dottor Benedetto Bruni - Per quanto mi riguarda, dalle 280 dosi che avevo nel 2009, siamo passati adesso a 210». Intanto però, ieri mattina, assieme agli altri medici che fanno parte dello studio di piazza Costituzione (Donato Calocero, Stefano Piacentini, Michela Di Bello), la dottoressa Ghilli si è rivolta all'Unità distrettuale e al Dipartimento prevenzione dell'Asl per cercare di avere una risposta al problema, che rischia peraltro di procurare non pochi malumori tra i pazienti. «Ci è stato detto - conclude - che si consulteranno fra di loro per cercare di venire incontro alle nostre richieste. La speranza è di riuscire ad avere delle dosi suppletive».
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