Sicurezza
Otto mesi per due tubi di polvere da sparo
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La casa dove si consumò il dramma il 14 gennaio del 2007 Il figlio si uccise con la pistola del babbo: assolto per l'arma modificata
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SAN VINCENZO. Una condanna e un'assoluzione per Alessandro Laffi, il 33enne sanvincenzino padre di Riccardo, il bimbo di sei anni che il 14 gennaio del 2007 si uccise per colpa di un tragico gioco con la pistola del babbo. Laffi (difeso dall'avvocato Fausto Bianchi) ieri in Tribunale a Livorno è stato assolto dall'accusa di aver modificato la pistola con cui il bimbo si sparò. La corte invece lo ha condannato a otto mesi - l'avvocato Bianchi ha subito annunciato che farà appello - per il possesso di due tubi di metallo contenenti polvere da sparo, che furono ritrovati in casa accanto a una miccia lunga 19 centimetri. «Esplosivi micidiali», secondo l'accusa, mentre per la difesa si trattava di rimasugli dei fuochi d'artificio che ogni anno venivano sparati in giardino, come raccontato in aula da alcuni testimoni. Ci sarà dunque un giudizio d'appello, coda di una vicenda dolorosissima per la quale il padre di Riccardo aveva già patteggiato la pena di un anno e sei mesi per omicidio colposo e per l'omessa custodia dell'arma. Il bimbo infatti trovò la pistola, una calibro 38, appoggiata sulla credenza, iniziò a giocarci fino ad appoggiarsela sull'addome e a far scattare il grilletto. Il proiettile lo colpì al fegato procurandogli una vastissima ferita. Inutili i soccorsi, Riccardo morì due ore dopo al pronto soccorso dell'ospedale Villamarina.
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