Lutto
Il problema sollevato in questi giorni con un’interpellanza dal consigliere del gruppo misto-Psi Federico Mambrini
Oltre 110mila euro per l'assistenza religiosa
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L’ingresso dell’ospedale VillamarinaL'Asl 6 rende noti i costi delle convenzioni con le diocesi: per Villamarina 22.800 euro all'anno
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PIOMBINO. Oltre centodieci mila euro in un anno: tanto costa alla sanità pubblica l'assistenza religiosa negli ospedali di Livorno e provincia. Sono le stesse fonti Asl ad affermarlo dopo le domande poste a voce alta a Piombino e non solo. Qua è stato Federico Mambrini (gruppo misto-Psi) a chiedere lumi. La discussione in consiglio è slittata alla prossima seduta. In tutta la Toscana la materia è regolata da un protocollo concordato tra la Regione e la Conferenza episcopale. Nell'atto si prevede che il servizio di assistenza religiosa sia svolto da assistenti assunti a ruolo dall'Asl, su proposta dell'ordinario diocesano. Si prevede anche che il servizio possa essere assicurato da assistenti incaricati in regime convenzionale. E' il caso di Cecina, Portoferraio e Piombino (a Villamarina il cappellano è don Mario Magni) dove è attiva la convenzione in base alla quale l'incaricato usufruisce del trattamento economico previsto dal contratto per il personale inquadrato nella categoria D. Tradotto, significa 22.800 euro annui ciascuno, a cui è da aggiungere, in tutti e tre i casi, un migliaio di euro a titolo di rimborso spese. A Livorno gli incaricati sono due. Il vescovo ha nominato un coordinatore che percepisce quasi 26 mila euro dall'Asl, e un diacono che ne percepisce 22.800. Duemila euro i rimborsi. Nella sua interpellanza, Mambrini si era domandato perché una Asl debba pagare con i soldi di tutti i cittadini, credenti, non credenti e diversamente credenti, l'assistenza religiosa cattolica che ne rappresenta solo una parte. Mambrini chiedeva chiarezza sulla tipologia dei contratti e di valutare, in caso di costi aggiuntivi, la rinuncia al servizio. Di avviso opposto Luigi Coppola (capogruppo Udc) per il quale si è di fronte ad «un tentativo maldestro di affermazione della propria esistenza politica. Non dimentichiamo che l'assistenza religiosa costituisce una forma di conforto morale che in un ambiente dove si soffre ha una rilevanza anche terapeutica».
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