Sicurezza
Influenza, non ci sono vaccini per tutti
2 MINUTI DI LETTURA
Rischiano di non essere sufficienti per tutti le 17mila dosi di vaccino antinfluenzale arrivate nei giorni scorsi presso gli ambulatori medici e pediatrici della Val di Cornia. Secondo le leggi vigenti, il siero che assicura la copertura dall'influenza stagionale è infatti messo gratuitamente a disposizione a tutti gli utenti di età superiore ai 65 anni e a tutti i soggetti da 6 mesi a 65 anni inclusi nelle categorie a rischio.
Molte di queste persone, tuttavia, per l'insufficienza delle dosi distribuite dall'Asl rischiano di non potersi procurare il proprio vaccino se non ricorrendo all'acquisto in farmacia. «Il perché non lo sappiamo - spiega la dottoressa Sandra Ghilli - ma constatiamo un calo rispetto allo scorso anno addirittura del 25 per cento. E con questo numero di dosi a disposizione è difficilissimo andare incontro alle richieste degli utenti. Io stessa ho 150 dosi in meno - cioè 311 - rispetto a quelle di cui avrei bisogno solamente per vaccinare i 447 anziani del mio elenco. Lasciando fuori, cioè, tutti i patologici. Cosa dico a queste persone?». «L'ASL - aggiunge il dottor Luigi Casini - ci aveva avvertiti che questo sarebbe accaduto, preannunciandoci un 20 per cento di dosi in meno rispetto al 2009.
Io per il momento ho avuto solamente una prima tranche e dunque solo al termine della fornitura dell'azienda potrò capire se sarò in linea con le vaccinazioni che ho effettuato lo scorso anno. Certo è che, con queste cifre di partenza, il rischio è di dover dire a qualche paziente di andarsi a comprare il vaccino in farmacia».
Molte di queste persone, tuttavia, per l'insufficienza delle dosi distribuite dall'Asl rischiano di non potersi procurare il proprio vaccino se non ricorrendo all'acquisto in farmacia. «Il perché non lo sappiamo - spiega la dottoressa Sandra Ghilli - ma constatiamo un calo rispetto allo scorso anno addirittura del 25 per cento. E con questo numero di dosi a disposizione è difficilissimo andare incontro alle richieste degli utenti. Io stessa ho 150 dosi in meno - cioè 311 - rispetto a quelle di cui avrei bisogno solamente per vaccinare i 447 anziani del mio elenco. Lasciando fuori, cioè, tutti i patologici. Cosa dico a queste persone?». «L'ASL - aggiunge il dottor Luigi Casini - ci aveva avvertiti che questo sarebbe accaduto, preannunciandoci un 20 per cento di dosi in meno rispetto al 2009.
Io per il momento ho avuto solamente una prima tranche e dunque solo al termine della fornitura dell'azienda potrò capire se sarò in linea con le vaccinazioni che ho effettuato lo scorso anno. Certo è che, con queste cifre di partenza, il rischio è di dover dire a qualche paziente di andarsi a comprare il vaccino in farmacia».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
