La protesta
Il bus delle 12 diventa un caso politico
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Sopra studenti in attesa del bus per tornare a casa, accanto la sede dellIsis Foresi a Portoferraio Ma Atl non molla: le corse in più si devono pagare
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PORTOFERRAIO. Le modifiche alle corse Atl diventano un caso politico. Dopo le proteste degli insegnanti del Foresi "costretti" alla settimana corta (come dichiarato nei giorni scorsi) per a cancellazione dei bus delle 12,20 arriva una mozione che chiede ad Atl di rivedere gli orari. L'azienda, però, non ci sta e precisa: senza soldi niente nuove corse. Della questione si discute ormai da giorni. Tutto nasce dal fatto che la riforma Gelmini ha allungato di 10 minuti le ore di lezione obbligando le scuole a far uscire una parte dei ragazzi alle 14 anziché alle 13 come lo scorso anno. Così gli istituti superiori, insieme alla Provincia, hanno chiesto all'azienda dei trasporti di rimettere mano agli orari per non lasciare a piedi i ragazzi. Come ricordano i consiglieri di maggioranza di Portoferraio «la risposta organizzativa dell'Atl - si legge nella mozione - avrebbe dovuto prevedere la messa in opera di tre servizi bus alle 12,20, 13,20 e 14,20. Invece è stata soppressa la corsa delle 12,20 e sono state attivate quelle delle 13,10 e 14,10». Una situazione alla quale l'Isis Foresi, i cui studenti del biennio di classico e scientifico escono alle 12, ha fatto fronte istituendo la cosiddetta "settimana corta" «per evitare - prosegue la mozione - agli alunni del biennio dei licei di rimanere fuori dalla scuola dalle ore 12 alle 13,10». La soluzione adottata da Atl, inoltre, «ha costretto la scuola ad anticipare di alcuni minuti l'uscita delle 13 e delle 14 - continuano i consiglieri di maggioranza - per consentire di prendere i bus delle 13,10 e 14,10». Un problema a cui si aggiunge il generale malcontento per la settimana corta a fronte del quale, dato che Atl viene finanziata anche dagli enti pubblici per lo svolgimento dei servizi di trasporto, la maggioranza consiliare ha deciso di prendere posizione, chiedendo una radicale modifica degli orari con l'attivazione di tre bus extraurbani alle 12,20, 13,20 e 14,20. Il problema, in realtà, non è di facile soluzione. E a spiegare perché ci pensa Alfredo Fontana, presidente Atl. Da un lato l'azienda respinge al mittente l'accusa di aver tagliato le corse. «Si tratta di una riorganizzazione - precisa Fontana - effettuata sulla base delle indicazioni arrivate dalla Provincia in relazione alle esigenze comunicate dalle scuole». «Gli insegnati devono capire che Atl non c'entra nulla in questa vicenda - spiega Fontana - gli orari sono stati adattati, senza alcun taglio, alle esigenze comunicate dalle scuole. Facciamo lo stesso servizio dello scorso anno ma in orari diversi per riuscire a riaccompagnare a casa anche gli alunni che escono più tardi». Il problema è anche di natura economica. «Se dobbiamo garantire un servizio in più - spiega Fontana riferendosi alla corsa delle 12,20 che non c'è più per garantire quella delle 14,10 - bisogna che qualcuno paghi. Siamo un'azienda, produciamo servizi di trasporto che hanno un costo. Moltiplicare le corse a costo zero non è possibile e, in vista dei tagli del Governo sul trasporto pubblico, lo sarà sempre meno. A meno che qualcuno non metta le risorse necessarie non sarà possibile aggiungere servizi a quelli già offerti». V.L.
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