Il Tirreno

Contro la speculazione il territorio agricolo diventi Parco rurale

Contro la speculazione il territorio agricolo diventi Parco rurale

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VENTURINA. Che fine hanno fatto le politiche agricole in Val di Cornia? E perché dopo tanti sforzi per l'ottenimento della doc per i nostri vini è cessato l'impegno a ottenere marchi di qualità per i tanti ottimi prodotti della nostra zona? Sono queste le domande al centro della preoccupata riflessione di "Comune dei cittadini", secondo cui invece «quando si tratta di fare retorica, agricoltura, paesaggio rurale, prodotti tipici ed enogastronomia sono decantati come risorse essenziali per sostenere il turismo e l'economia del paese. Sfidiamo a trovare un programma elettorale che dica cose diverse». Il problema, dunque, per "Comune dei cittadini", è che «quando dalle parole si passa ai fatti la musica cambia».  Il gruppo consiliare di minoranza sostiene infatti che «non esistono piani nazionali e locali per il sostegno dell'agricoltura, dei marchi di qualità e della filiera corta. In Val di Cornia, dopo l'impegno per l'ottenimento della Doc per i vini, i Comuni hanno abbandonato questi argomenti, mentre sarebbe stato opportuno insistere per ottenere altri marchi di più elevata qualità, pensando di estenderla anche agli altri prodotti come carciofi, spinaci, colture biologiche».  Addirittura «molto spesso nei Comuni non esistono più neppure assessorati all'agricoltura. Gli agricoltori sono lasciati soli nella stretta tra l'aumento dei costi di produzione e di intermediazione e la diminuzione dei prezzi per il peso della concorrenza di continenti lontani».  C'è poi un altro elemento che preoccupa "Comune dei cittadini", e cioè che invece quando si tratta di fare le scelte urbanistiche «le campagne diventano l'oggetto del desiderio della speculazione immobiliare e i Comuni molto spesso gli aprono le porte. Così è accaduto col regolamento urbanistico di Campiglia che nelle campagne ammette un po' tutto: impianti per la frantumazione degli inerti, aviosuperfici, attività per il tempo libero non collegate alle aziende agricole, microlottizzazioni residenziali con la demolizione e l'accorpamento di volumi, grandi impianti industriali per la produzione di energia rinnovabile (solari, eolici, biomasse). Senza considerare gli oltre 30 ettari che potrebbero essere consumati in 5 anni per nuove case e nuovi capannoni. Centinaia di ettari cesseranno di essere coltivati e molte imprese agricole saranno invogliate a chiudere».  Così "Comune dei cittadini" ribadisce la sua proposta: «in campagna si faccia solo agricoltura e si aiutino gli imprenditori agricoli a farla meglio, con norme edilizie più semplici e programmi per la creazione di filiere corte per il consumo e la trasformazione dei prodotti. Anche la formazione professionale dovrebbe guardare di più a questo settore. Per questo abbiamo proposto di classificare tutto il territorio agricolo come "parco rurale": un modo per caratterizzare ancora di più i prodotti agricoli tipici e per saldare le campagne con i parchi archeologici e naturali, creando una più forte identità culturale e una maggiore forza d'attrazione turistica della Val di Cornia. Stiamo aspettando la risposta del Comune».

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di Redazione web