Il Tirreno

Viale Amendola, si riapre lo scontro

Luca Centini

La ditta esclusa attacca: «La Soprintendenza ha ragione»

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 PIOMBINO. Lo stop della Soprintendenza al progetto di viale Amendola, compreso nel piano particolareggiato della costa ed elaborato da "Sorgente", ha riacceso vecchie polemiche. «Quando si inizia male, si finisce peggio», dice l'architetto Agostino Carpo, tecnico incaricato da "Mariani srl", società che partecipò al bando pubblico, ma fu esclusa.  Esclusione che fece scattare contestazioni e una battaglia legale, con la "Mariani" che non esitò a sollevare dubbi sulla regolarità dell'assegnazione. In particolare le recriminazioni erano connesse al cambio di ragione sociale del raggruppamento temporaneo di imprese che si aggiudicò il bando, col passaggio dalla "Xer Gaudì" a "Società 111" e, successivamente, con la liquidazione della "Comer" e l'entrata in scena di "Sorgente".  «Sulla vicenda pendono una denuncia penale e un ricorso al Tar - spiega Carpo - è vero che il Tar ha negato la sospensiva che avevamo richiesto, ma di fatto non si è ancora pronunciato nel merito». Quando il Tar ha negato la sospensiva, il Comune non ha esitato ad assegnare i terreni alla "Sorgente" che ha presentato il progetto definitivo prima di incorrere, notizia di pochi giorni fa, in una battuta d'arresto dettata dal parere negativo della Soprintendenza. Una decisione che ha spiazzato "Sorgente" e l'amministrazione comunale. Lo stesso sindaco Gianni Anselmi ha ricordato come il progetto definitivo di "Sorgente", ritenuto in linea con gli orientamenti progettuali espressi nel bando, aveva precedentemente incassato il via libera della Soprintendenza. «Il fatto che un piano particolareggiato, seppur dettagliato, abbia riscosso il parere positivo della Soprintendenza non implica necessariamente che avvenga la stessa cosa per il progetto - fa notare Carpo - evidentemente i dettagli e le caratteristiche tecniche dell'intervento sono stati analizzati dall'ente solo dopo la presentazione del progetto. Altrimenti non ci sarebbe stato motivo, dopo il sì al bando, di tornare per una seconda volta in Soprintendenza».  L'amministrazione comunale non ha gradito lo stop imposto al progetto di "Sorgente", elaborato dallo studio tecnico Ottanelli-Manetti, lo stesso che ha perfezionato il piano particolareggiato. «"Sorgente" ha vinto il concorso, acquistando parte dei terreni, prendendo in concessione la parte restante e facendosi carico dell'intervento - commenta Carpo - con l'assegnazione il lavoro doveva diventare privato, non si capisce perché anche adesso il Comune continui a difendere ciò che fa "Sorgente"».  Per il tecnico incaricato dalla "Mariani" il parere della Soprintendenza è un elemento di garanzia. «Il nostro progetto era diverso, a dimostrazione che il piano particolareggiato può assumere declinazioni alternative - conclude Carpo - l'area è geologicamente instabile e deve essere messa in sicurezza. Avevamo scelto di arretrare il costruito, prevedendo edifici meno impattanti, più lontani dal pendio sul mare».

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