Il Tirreno

Quaranta posti di lavoro a rischio

Incerto il futuro dei dipendenti dell'Unione se l'ente sarà sciolto

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 PORTOFERRAIO. Una preoccupazione fondata quella dei lavoratori dell'Unione dei Comuni che ieri si sono riuniti in assemblea per discutere del futuro dell'ente e del proprio posto di lavoro. Quaranta le persone che rischiano di rimanere senza un'occupazione se l'ente dovesse andare verso uno scioglimento. La prospettiva è purtroppo fondata, come hanno rilevato dipendenti e sindacati presenti all'assemblea, perché ad oggi, di fronte ad un ente i cui vertici politici si sono dimessi, senza la nomina di un commissario e senza un accordo tra i Comuni dell'Arcipelago rispetto alla prosecuzione dell'attività dell'Unione. Lunedì a Firenze è in programma un incontro definitivo che stabilità la chiusura o meno dell'ente. Nella prima ipotesi i 40 lavoratori dovrebbero andare ad essere assegnati ad altri enti locali (Comuni, Provincia e Regione) che tuttavia con difficoltà, anche rispetto ai vicoli sui costi del personale, potranno farsi carico di queste persone. «Il clima non è certo ottimistico - spiega Roberto Antonini, rappresentante della Cgil presente all'assemblea - siamo preoccupati per il futuro dei lavoratori ma anche per la sopravvivenza di un ente comprensoriale che crediamo rappresenti un'opportunità per il territorio».

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