Italia
Collaudatore fasullo per gli estintori Una raffica di truffe
Luca Centini
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Alessio Miliani, titolare della ditta Natalini di Piombino 2 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. «Nessun problema con gli estintori. In tutto sono 90 euro». Ma quello che sembra essere un normale controllo si dimostra una truffa bella e buona. Una ventina di piccole imprese della zona l'hanno provato sulla propria pelle. Da almeno sei mesi il "truffatore degli estintori" è in azione in Val di Cornia. Un uomo sulla cinquantina, italiano. Si spaccia per un addetto della Natalini estintori, l'impresa di Piombino che le manutenzioni agli estintori le fa davvero. Il modus operandi è rodato. Si presenta in pieno giorno nel negozio scelto, in genere quando c'è il pieno di clienti. «Sono della Natalini, vengo per il controllo». Poi si accuccia, maneggia per alcuni attimi gli estintori e poi chiede di essere pagato. Successivamente emette una fattura falsa, senza timbro, partita Iva e dati dell'azienda. E i conti oscillano da 80-100 euro. Alcuni clienti della Natalini ci sono cascati. E le poche volte che il "falso controllo" ha insospettito gli esercenti, il truffatore non ha esitato a svignarsela. «Il bello è che quando ci presentiamo noi dai clienti, per fare il vero controllo, alcuni non ci vogliono pagare - spiega Alessio Miliani, titolare della Natalini - questo signore sta danneggiando la nostra immagine. Almeno venti clienti sono stati raggirati, molti hanno sporto denuncia alla guardia di finanza. E i casi non si sono verificati solo a Piombino, ma anche a Venturina e San Vincenzo». Occhio quindi a chi effettua i controlli. «I nostri addetti - spiega Miliani - si presentano con il furgone aziendale, con il marchio Natalini visibile nel gilet e con un tesserino identificativo. E, tranne eccezioni, avvertiamo i clienti prima dei controlli semestrali». Non è la prima volta che si verificano truffe legate alle manutenzioni degli estintori. A luglio, a San Vincenzo, un livornese di 52 anni è stato denunciato dai carabinieri per un "colpo" commesso in una boutique. Episodi simili sono accaduti nei mesi scorsi a Viareggio, Livorno e Grosseto.
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