Sicurezza
Paffe, nove indagati in Consiglio
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Il sindaco, Francesco Bosi L'accusa è abuso d'ufficio. Il sindaco: chiederemo l'archiviazione
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RIO MARINA. Nove avvisi di garanzia per abuso d'ufficio per il piano di recupero delle Paffe a Cavo. Sono quelli recapitati dalla procura di Livorno al sindaco di Rio Marina, Francesco Bosi, a cinque consiglieri di maggioranza (Giuseppina Giannullo, Fortunato Fortunati, Fabrizio Baleni, Paola Mancuso e Tania Roitero) e tre di opposizione (Fabrizio Antonini, Pirro Taddei e Pier Luigi Casini) che nella seduta del consiglio comunale del 27 giugno 2009 approvarono il piano: 5mila 500 metri cubi di volumetrie a destinazione turistico ricettiva, insieme a attrezzature e servizi (tra cui un parcheggio lungo costa) al posto di tre vecchie tramogge un tempo utilizzate per l'attività estrattiva. Per l'accusa l'abuso d'ufficio si configurerebbe con la produzione di un ingiusto vantaggio nei confronti della società So.Co.Ma proprietaria dell'area poichè - come rilevato dal pm - il piano sarebbe in conflitto con le norme tecniche di attuazione del piano regolatore generale le quali non consentirebbero l'approvazione a "stralcio", anzichè in forma unitaria, delle previsioni del comparto. Il altre parole il Comune avrebbbe potuto approvare un piano attuativo solo all'interno dell'intero comparto delle Paffe e in relazione alla realizzazione del porto di Cavo. A rendere noto l'invio degli avvisi di garanzia è lo stesso sindaco Bosi che ricostruisce l'iter in base al quale il Comune andò all'approvazione del piano e annuncia una richiesta di archiviazione rispetto alle accuse avanzate dal pm sulla base della sospensione di quelle previsioni approvata dal consiglio comunale a febbraio. In pratica il Comune, otto mesi dopo il via libera al piano, in via cautelativa sospese la validità dello stesso (bloccando anche la convenzione indispensabile per l'avvio dell'intervento) in attesa di conoscere l'esito di un ricorso al Tar - presentato da un privato - contro quelle previsioni contestate sulla base dei contenuti delle norme tecniche di attuazione, cioè il legame tra le nuove costruzioni e il progetto per il porto. Legame venuto meno nel contesto nel nuovo regolamento urbanistico - recentemente approvato dal consiglio comunale - che infatti ripropone, pur rivedendo al ribasso le volumetrie, quel piano. «Questa deliberazione - spiega Bosi riferendosi alla sospensione delle iniziali previsioni per le Paffe - ha l'effetto di risolvere le ipotesi formulate dell'atto giudiziario in questione, ma essa non figura tra la documentazione relativa alle indagini espletate. Verrà inviata alla procura insieme a una memoria esplicativa sull'iter della pratica urbanistica ispirata all'esigenza di rimuovere lo stato di degrado del quale versa la località delle Paffe. Si confida che, esaminata questa documentazione, si proceda all'archiviazione del procedimento». V.L.
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