Toscana
Lucchini, cala ancora la produzione di ghisa
V.P.
Domani l'altoforno si fermerà, altri due stop entro l'anno
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PIOMBINO. Lucchini-Severstal marcerà a scartamento ulteriormente ridotto per tutto il resto dell'anno. La direzione ha convocato i quadri dei singoli reparti annunciando un rallentamento produttivo e una serie di fermate dell'altoforno. La notizia ha allarmato i sindacati che per questo hanno chiesto di essere ricevuti. La riunione con i coordinatori Rsu e i rappresentanti delle segreterie si è svolta nel pomeriggio di ieri. Fonti aziendali riferiscono che la sofferenza non toccherà i prodotti finiti e, quindi, l'area di laminazione continuerà a lavorare con gli stessi ritmi di adesso. «Nell'area ghisa, invece, si scenderà alle 3600 tonnellate al giorno, e ad un numero medio di colate pari a 34 contro le 35 attuali», afferma l'azienda. L'oscillazione è, almeno apparentemente, marginale, considerando la potenzialità degli impianti, motivata da Lucchini Severstal con la necessità di ridurre gli stock a terra di prodotti finiti. Per questo, entro il 2010 saranno effettuate due fermate, definite brevi, una probabilmente a cavallo tra San Silvestro e Capodanno. A queste è da aggiungere lo stop di domani che dovrebbe protrarsi per poche ore e che, secondo altre fonti, è legato alla necessità di intervenire sulle tubiere dell'Afo. Non è chiaro se l'intervento si renda necessario per sanare situazioni insorte dopo l'ultimo intervento con cui ne è stata ridotta la capacità produttiva. Più improbabile che la fermata di domani serva ad un'ulteriore riduzione, dal momento in cui la sezione delle tubiere corrisponde già alla portata minima del vento caldo generato dalle due soffianti Lucchini sistemate nei capannoni Ise Edison. E' ipotizzabile che il rallentamento dell'attività dell'area ghisa si colleghi ad un calo nell'arrivo di materie prime sulle banchine degli impianti marittimi. Lucchini-Severstal, però, esclude riflessi ulteriori sull'assetto degli occupati.
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