Il Tirreno

Crac Donati: la parola al Tribunale

Luca Centini
Riccardo Donati e la sede venturinese del suo studio di consulenza
◗
Riccardo Donati e la sede venturinese del suo studio di consulenza

Il 28 la decisione sull'accertamento del passivo: per i creditori è di 5,7 milioni

4 MINUTI DI LETTURA





VENTURINA. Il caso è esploso un anno fa, destabilizzando il tessuto sociale di Venturina e mettendo in ginocchio decine di imprese del territorio. Il crac della Donati Associati Sas, società di consulenza fiscale di Venturina che faceva riferimento al consulente fiscale Riccardo Donati e al professionista livornese Stefano Lotti, ha interessato circa duecento contribuenti della zona, aprendo una voragine finanziaria di diversi milioni di euro. Il meccanismo è ormai noto ai contribuenti raggirati. Donati prendeva i soldi per le tasse dei clienti a cui faceva la denuncia dei redditi che poi, puntualmente, si rifiutava di versare. Da mesi vanno avanti le indagini della guardia di finanza sull'attività della studio, per il quale il tribunale di Livorno ha dichiarato il fallimento lo scorso dicembre. La sentenza di fallimento è necessaria affinché si possa configurare il reato di bancarotta, che potrebbe andarsi a sommarsi nel caso specifico di Donati alle ipotesi di reato di appropriazione indebita e truffa.  Il fallimento. Il tribunale di Livorno ha rinviato al prossimo 28 ottobre, accettando la richiesta del curatore fallimentare, l'udienza per l'accertamento del passivo del fallimento. Il rinvio è stato richiesto per permettere a tutti i creditori che hanno fatto richiesta, in tutto circa 90-100 persone, di mettere insieme la documentazione necessaria per essere immessi nel passivo, così da poter aspirare a un risarcimento legato alla liquidazione dei beni della società fallita. I creditori hanno ricostruito un passivo di circa 5,7 milioni di euro, mentre quello proposto dal curatore fallimentare si aggira sui 4,5 milioni di euro. Una cifra che rispecchia solo parzialmente il buco creato dal crac Donati, se si tiene presente le posizioni dei contribuenti che non sono stati in grado di presentare una documentazione completa o di quelli che hanno scelto di non sporgere denuncia, più della metà dei coinvolti. Tenendo conto di questi la voragine potrebbe sfiorare i 10 milioni. L'attesa. Mentre le procedure fallimentari proseguono, secondo i tempi necessari, la situazione resta in fase interlocutoria, in attesa del pronunciamento del tribunale che sta esaminando la posizione del socio accomandante Stefano Lotti. In estate i creditori hanno infatti avanzato un'istanza per l'estensione del crac della società a Lotti e di dichiararne il fallimento in proprio. Qualora il tribunale confermasse il coinvolgimento del professionista, a quel punto perseguibile penalmente, il fronte del passivo fallimentare si arricchirebbe di nuovi beni aggredibili. E le speranze per i contribuenti di recuperare qualcosa aumenterebbero. «Attendiamo la decisione del giudice - commenta l'avvocato Pier Francesco Sica, difensore di alcuni clienti raggirati - è chiaro che il coinvolgimento di Lotti aprirebbe scenari diversi. Fino alla sentenza le resta tutto in stand-by».  Se il giudice si esprimesse per un coinvolgimento di Lotti, che ha sempre confermato la sua estraneità dall'attività di Donati, i legali Fausto Bianchi e Tiziano Checcoli avrebbero a disposizione 15 giorni per organizzare la difesa. Il debito. I contribuenti raggirati non si sono potuti sottrarre al pagamento del debito col fisco, per i mancati versamenti delle imposte. Ma il comitato, costituito a ottobre 2009, ha lavorato a contatto con le istituzioni per richiedere all'Agenzia delle entrate lo stop alle sanzioni e per ottenere pagamenti dilazionati. «Abbiamo lavorato per individuare il percorso - hanno spiegato dal comitato - poi i contribuenti, avendo ciascuno una posizione peculiare, hanno preso una strada propria per mettersi in regola».  Chi ha presentato una querela allegando una documentazione completa ha ottenuto la sospensione delle sanzioni e la rateizzazione dei pagamenti fino a 72 versamenti. Chi invece non è stato in grado di mettere insieme la documentazione, per mancanza di tracce che attestavano i compensi sborsati a Donati, è rimasto escluso dalle agevolazioni. A ciò si aggiungono le difficoltà per le imprese dalle spalle meno solide di accedere al credito con gli istituti bancari. Se i problemi legati alla presentazione della documentazione sono un fatto, sono diversi i casi in cui i contribuenti non hanno voluto presentare querela. Scelte che hanno alimentato veleni in paese, tanto da far pensare che alcuni possano aver trovato strade alternative per rientrare, almeno in parte, dal debito.  La crisi. Dopo un anno dall'esplosione del caso Donati l'impatto sulle imprese si fa sentire in modo pesante. «Le attività che hanno chiuso i battenti sono poche, ma diverse realtà sono in grossa difficoltà - spiega il sindaco di Campiglia Rossana Soffritti - la situazione resta pericolosa». Al danno ricevuto si aggiunge poi la paura per un possibile arrivo di nuove cartelle esattoriali relative alla denuncia dei redditi del 2008, visto che l'attività di Donati è stata interrotta solo lo scorso anno.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini