Italia
Rischio idrogeologico, via ai lavori
Luigi Cignoni
Interventi sui fossi di Pomonte e Bonalaccia a Campo Elba Successivamente si opererà a Mola, Botro e Barbarossa
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PORTOFERRAIO. Cantieri aperti, da domani, contro il rischio idreoologico. Riprendono gli interventi previsti dall'Unione dei comuni per la pulitura dei maggiori corsi d'acqua e dei fossi. Stando alle priorità dei lavori, si continuerà a lavorare attorno a quei fossi che maggiori problemi hanno causato nel passato e su quei bacini idrografici che funzionano maggiormente come raccoglitori di acqua piovana che è convogliata verso il fondovalle. Quindi, nel versante occidentale dell'Isola, gli operai addetti alla pulitura dei corsi d'acqua lavoreranno sul fosso di Pomonte come pure nell'area della Bonalaccia e Campo che sono zone che ultimamente hanno visto esondazione di un certo tipo senza andare troppo indietro nel tempo. Sempre consultando l'agenda delle priorità, particolare attenzione sarà riservata per il fosso di San Martino che ingloba le acque che cadono in una sistema collonare assai ampio e vasto. E proprio in questa zona sono arrivate anche la lamentele dei piccoli proprietari terrieri, quando si è trattato di stabilire la quota parte richiesta dall'ex ente comprensoriale ai proprietari di appezzamenti che insistono in questa zona specifica. «Se tutto è andato per il verso giusto - dice Mario Ferrari, dirigente prima della Comunità montana e poi dell'Unione dei Comuni - e non si sono verificate situazioni d'allarme particolare né rischio di allagamenti, lo si deve anche in parte alla bontà dell'intervento che è stato realizzato in queste zone permettendo e consentendo il regolare deflusso delle acque verso la pianura e quindi verso il mare». Come pure appaiono migliorate le conddizioni delle stesse foci, soprattutto quelle che si gettano nel golfo di Portoferraio. Era infatti uno spettacolo consueto notare, ogni volta che si abbatteva sull'isola un acquazzone o un fortunale, in mare gli oggetti i più strani e il mare color marrone per la quantità di detriti che erano stati trasportati dall'azione delle acque». Ora la situazione è certamente migliorata «ma - rimarca Ferrari - ora si tratta di portare a termine quanto è stato avviato». Ci si sposterà poi sul versante orientale dell'Elba per controllare Mola, il Botro e il fosso di Barbarossa. «Finito l'intervento - conclude Ferrari - potremo guardare con fiducia alla stagione autunnale che è sempre stata caratterizzata dalla pioggia».
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