Attenzione
Le banche entrano nella Lucchini
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Una veduta della Lucchini e accanto Alexej Mordashov Il 30% ai creditori, ma l'azienda non conferma
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PIOMBINO. La trattativa tra il Gruppo Lucchini e il pool di banche creditrici sembra sulla dirittura di arrivo. Dopo la disponibilità a riprendere i contatti comunicata attraverso l'advisor Rothschild, è ripreso a circolare ottimismo anche negli ambienti della direzione dell'azienda siderurgica. La trattativa per la ristrutturazione del debito di 770 milioni potrebbe concludersi positivamente prima della fine dell'anno, ruotando su tre pilastri fondamentali: la ricapitalizzazione della società da parte degli azionisti (Alexey Mordashov al 50,8% e Severstal al 49,2%); la conversione di una parte del debito in azioni da distribuire tra le banche; la rimodulazione dei tempi di restituzione della parte rimanente del prestito. Ieri "Il Sole 24 Ore" ha fatto anche delle cifre. Le banche - secondo il quotidiano economico - sarebbero disponibili ad entrare nel capitale sociale col 30%, riconvertendo in azioni 300 milioni di debito. Non ci sono commenti ufficiali, né da parte del Gruppo Lucchini né dell'ufficio stampa della Severstal in Italia. In ambienti molto vicini alla direzione della società si lascia però capire che le cifre in circolazione non sarebbero attendibili. Si tratterebbe, infatti, della prima proposta fatta dagli azionisti Lucchini alle banche, che però non sarebbe stata gradita. Sembra invece confermata la disponibilità delle banche ad entrare nel merito delle tre leve sulle quali la Lucchini intende agire per risanare dal punto di vista finanziario la società, anche se è tutto aperto il confronto sulle cifre. L'azienda, per tornare alla tranquillità e avviare il piano industriale presentato agli stessi istituti di credito, sembra aver bisogno di incamerare almeno 150 milioni di euro di denaro fresco. Questo può consentire a Mordashov di proseguire nella sua ricerca di un compratore, che sarebbe certo più tranquillo una volta risolto il rapporto con i creditori. Per il momento sul campo dei possibili acquirenti restano solo il Fondo americano di investimenti Apollo e il Gruppo Beltrame. Mordashov, anche in occasione della sua visita a Piombino, ha finora detto di essere comunque fermo nella sua intenzione di vendere qualora arrivassero offerte congrue. E' anche possibile che la partita le banche la stiano giocando a questo punto su più tavoli, da una parte i vecchi e dall'altra i possibili nuovi proprietari. G.P.
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