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Processo Marandino, a novembre la sentenza

Il tribunale di Livorno
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Il tribunale di Livorno

Ieri gli ultimi interventi delle difese nel procedimento che coinvolge 7 imputati

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 PORTOFERRAIO. Non c'è stata neppure ieri la sentenza del processo nato per un'indagine compiuta dalla direzione distrettuale antimafia nel territorio dell'isola d'Elba. Ieri ci sono state le ultime difese. A quel punto, in molti attendevano che il collegio del tribunale di Livorno (presidente Beatrice Dani, giudici a latere Antonio Pirato e Paola Caporali) iniziasse la camera di consiglio. Invece, lo stesso pm ha chiesto di poter effettuare una replica, che andrà in scena a questo punto il prossimo 26 novembre, giorno per il quale è attesa la conclusione del processo. Sono sette gli imputati rimasti, dopo che Giovanni Marandino ha definito la sua posizione col rito abbreviato e Orlando Cimatti è morto prima dell'inizio del processo. Queste le richieste del pm: per Ada D'Agostino, convivente di Marandino, 70 anni, di Teramo, sei anni e duemila euro di multa; per Emanuel Marandino, figlio di Giovanni, 27 anni, di Agropoli (Salerno), sette anni e mezzo e duemila euro di multa; per Maurizio Giaconi, 49 anni, di Portoferraio, quattro anni e duemila euro di multa; per Pasquale Siciliani, 78 anni, di Taranto, tre anni e mezzo e duemila euro di multa; per Claudio Brandolini, 49 anni, di Bologna, un anno. Per Paolo Chillè, 52 anni, e Giuseppe Riccobono, 58 anni, è stata chiesta l'assoluzione.

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