Il Tirreno

Azienda pronta a ricapitalizzare. Una parte dei prestiti potrebbe essere convertita in partecipazioni azionarie

Lucchini e banche, intesa più vicina

Una veduta della Lucchini
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Una veduta della Lucchini

Creditori disponibili a chiudere presto la trattativa sul debito di 770 milioni

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 PIOMBINO. Le banche sono interessate a trovare in tempi brevi una soluzione adeguata con il Gruppo Lucchini per la ristrutturazione del debito, al fine di garantire l'attuazione del piano industriale e per risolvere i problemi di liquidità dell'azienda. A comunicarlo è la stessa direzione dell'azienda siderurgica, che ha recentemente ricevuto la manifestazione di disponibilità dall'advisor del pool delle banche, Rothschild.  Il debito fin qui accumulato dalla Lucchini è di 770 milioni. Tra le principali banche creditrici Mps (143 milioni), Unicredit (100), Banco Popolare (94) Bpm (80), Intesa San Paolo (80). Mediobanca (70), Bnp Paribas (70) SocGen (50), Natixis (20), Ubi (20) ed altre banche minori. Da tempo è ormai in corso la trattativa per ristrutturare il debito, basata su tre proposte principali fatte a suo tempo dagli azionisti del Gruppo Lucchini, Alexej Mordashov e Severstal.  L'azienda è disponibile infatti a ricapitalizzare la società, anche se la sua proposta iniziale di 50 milioni era stata ritenuta insufficiente dalle banche. La seconda ipotesi riguarda la riconversione di una parte del debito in partecipazione azionaria diretta da parte dei creditori. Infine l'obiettivo della Lucchini è quello di ottenere una rimodulazione nei tempi di restituzione del prestito.  Su questi tre elementi le banche avrebbero dunque manifestato il loro interesse a trattare e chiudere quanto prima possibile la vicenda. Si tratta ora di entrare nel merito delle cifre, per garantire alla Lucchini circa 150 milioni di denaro fresco per procedere nell'attuazione del piano industriale.  «Siamo soddisfatti della comunicazione delle banche - ha dichiarato l'amministratore delegato della Lucchini Marcello Calcagni - Per noi è un ulteriore incentivo a lavorare sodo per risolvere le rimanenti distanze tra la posizione degli azionisti e quella delle banche e per concludere le negoziazioni il prima possibile».  La trattativa con le banche si intreccia con la decisione di vendere il gruppo siderurgico, non ritenuto più strategico da Severstal. Finora manifestazioni di interesse sono arrivate dal Fondo americano Apollo e dal Gruppo Beltrame. E' del tutto evidente che il superamento degli attuali problemi finanziari faciliterebbe anche la trattativa per la cessione.  Secondo notizie ufficiose, i rappresentanti del Fondo di private equity Apollo avrebbero già concluso le due fasi della "due diligence", mentre nello stabilimento di Piombino si attende ancora una visita dell'amministratore delegato del Gruppo Beltrame. G.P.

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