Il Tirreno

Il consiglio approva a maggioranza l’accordo sulla variante al piano strutturale

Waterfront, scontro in Regione

Una veduta dall’alto dell’area portuale destinata a trasformarsi in quello che la variante per il waterfront definisce come Porto Cantieri
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Una veduta dall’alto dell’area portuale destinata a trasformarsi in quello che la variante per il waterfront definisce come Porto Cantieri

Udc, Pdl e Lega contro il progetto: tardivo e dall'impatto elevato

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 PORTOFERRAIO. Scontro politico sul progetto waterfront. Il porto divide il consiglio regionale dove martedì era in programma la ratifica dell'accordo di pianificazione per la variante al piano strutturale che doterà Portoferraio di circa un migliaio di posti barca per il diporto.  L'intesa è stata approvata a maggioranza ma sul provvedimento si sono astenuti i consiglieri del Pdl e della Lega e hanno votato contro quelli dell'Udc. Uno scontro politico che si lega anche alla vicenda, parallela a quella di Portoferraio, del piano regolatore portuale di Rio Marina per il quale la giunta regionale ha invece posto dei veti e chiesto una redazione preventiva della valutazione di impatto ambientale. Una disparità di trattamento, secondo il sindaco Udc di Rio, Francesco Bosi, che si è tradotta nel voto contrario dei consiglieri regionali dello stesso partito di Bosi annunciato da Giuseppe Del Carlo che ha definito la procedura seguita municipalistica e non sufficientemente rispettosa del protocollo d'intesa sottoscritto da tutti i Comuni elbani. Critiche sono arrivate da Del Carlo anche per il fatto che la valutazione di impatto ambientale per Portoferraio seguirà la variante al piano strutturale mentre in altri Comuni, come Rio Marina appunto, «si chiede - ha detto Del Carlo - preventivamente».  Il provvedimento è stato illustrato da Vincenzo Ceccarelli (Pd) che ha sottolineato l'importanza degli approfondimenti fatti sulla variante che «rafforzano gli aspetti di tutela ambientale» andando a prevedere il riordino del sistema degli approdi attraverso due bacini per il diporto nautico: il porto Cantieri (per la costruzione, riparazione e rimessaggio delle imbarcazioni nonché l'ormeggio dei grandi natanti) e il porto di San Giovanni dedicato alla nautica minore.  Insoddisfatto per il ritardo con il quale arriva il provvedimento, la mancanza di una valutazione di impatto ambientale e di un reale coinvolgimento della popolazione Marco Taradash (Pdl). «Come al solito - ha detto rivolgendosi alla maggioranza in aula - avete figli di serie A e figli di serie C. L'Elba ha circa 30mila abitanti, ma voi avete scelto l'unico Comune amministrato dal centrosinistra». Stessa perplessità condivisa da Andrea Agresti (Pdl) mentre Gianluca Lazzeri (Lega Nord) ha espresso serie preoccupazioni sull'impatto delle strutture in cemento. Il progetto ha ottenuto il sostegno dell'Idv e il plauso del consigliere del Pd della Val di Cornia, Matteo Tortolini, che ha parlato di un intervento necessario per quanto non sufficiente per far fronte alla crisi del sistema turistico dell'isola. «Si tratta di un intervento pesante - ha aggiunto Minica Sgherri (Federazione Sinistra-Verdi), comunque favorevole al provvedimento - che chiede massima attenzione». Una preoccupazione, la sua, legata alle previsioni del regolamento urbanistico sugli ampliamenti.  Il progetto waterfront è guardato con sospetto anche da parte di Legambiente Arcipelago. «L'amministrazione non ha rispettato gli impegni di discussione e approfondimento - afferma l'associazione - assunti ufficialmente dopo un incontro, ormai molti mesi fa, con Legambiente, Wwf e Italia Nostra». Gli ambientalisti rivendicano il merito di aver fatto saltare le previsioni edilizie a Punta della Rena ma ritengono il waterfront «una pappa ancora molto indigesta, che non ci piace», auspicando un maggiore confronto in fase di redazione della valutazione di impatto ambientale e della variante al regolamento urbanistico.

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