Sicurezza
Sit-in di protesta davanti al liceo
M. Massei Autunnali
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Una classe di una scuola superiore della città Sale la contestazione contro i tagli voluti dal ministro Gelmini
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PIOMBINO. «Una riforma è un cambiamento che comporta investimento di risorse. Questa del ministro Gelmini è invece una serie di tagli che risponde non a una legge di ambito scolastico ma economico. Non possiamo ritenerla, quindi, una vera riforma». Assieme a Linda Martorella e a Paolo Carnevali, Marco Di Pietro è uno dei tre rappresentanti (uscenti) degli studenti del liceo "Carducci" e fa parte del "Collettivo Studentesco Tre Passi Avanti". Il collettivo ha organizzato per domattina, davanti alla scuola, un sit-in di protesta. I provvedimenti ministeriali non hanno tardato a farsi sentire anche negli istituti piombinesi: «Al liceo, per esempio - racconta - abbiamo pochi bidelli. Nei bagni mancano carta igienica e sapone. Anche nelle altre scuole la situazione è simile. «Per quanto riguarda gli insegnanti - aggiunge - ci sono gravi situazioni anche alle medie, dove ci sono supplenti precari che vengono da Reggio Calabria e che riescono a stare con le famiglie solo a Pasqua o a Natale». E ancora, tagli di ore, accorpamenti che a loro volta comportano spese impreviste, come è stato nel caso della maxi-aula creata ad hoc per contenere i 33 alunni della prima liceo linguistico. «Questo ha comportato una spesa che la scuola, se non costretta dall'emergenza, avrebbe potuto utilizzare in altra maniera. Senza considerare che con una classe di 33 persone, l'insegnamento ne risente». Infine, il ritorno all'orario di 60 minuti: «Avendo ore di 50 minuti - spiega Marco - era possibile arginare il problema delle supplenze utilizzando i minuti che avevano a disposizione gli insegnanti interni». Al sit-in prenderanno parte anche alcuni insegnanti. Chi vorrà entrare a scuola sarà libero di farlo: gli studenti stanno organizzando alcune "squadre" anti-picchetto affinché a nessuno che lo desideri sia impedito l'ingresso. All'assemblea prenderanno parte anche studenti di altre scuole: in particolare Ipsct e Itc. Più che un'azione di protesta, però, chiarisce il giovane Di Pietro, si tratterà di «un'azione di informazione. A nostro avviso, una manifestazione statica è molto più efficace di un corteo. Si ha più occasione di parlare: e il nostro obiettivo è proprio quello di raccontare ciò che effettivamente sta succedendo nel mondo della scuola».
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