Gioco
Dubbi sulla validità degli accordi perché gli impianti esistenti non funzionano come previsto
Rifiuti, guerra sul contratto con Esa
Valentina Landucci
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Limpianto del Buraccio che dovrebbe produrre cdr e compost ma da anni è fermo nonostante i contratti tra Esa e Comuni ne prevedano il funzionamento Marciana Marina si rivolge a un legale: la società è inadempiente
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MARCIANA MARINA. Pronti alla battaglia legale per verificare se Esa rispetta il contratto di gestione della raccolta dei rifiuti. E se i conti non dovessero quadrare la strada da percorrere sarà solo una: la rescissione del contratto. Dopo il bando per la gestione della raccolta differenziata con il quale il Comune di Marciana Marina intende assegnare a un nuovo soggetto il servizio, in nome di una maggiore efficienza e - perché no - economicità, il Comune mette la pratica Esa nelle mani di uno studio legale (gli uffici si stanno attivando in questa direzione) per vedere di liberarsi una volta per tutte della società anche per quanto riguarda l'indifferenziata, cioè cancellare il contratto - sottoscritto nel 2003 - che assegna per 15 anni a Esa la raccolta e lo smaltimento. «Dobbiamo fare il punto della situazione e valutare se i contratti in vigore siano rispettati - spiega il sindaco, Andrea Ciumei - Marciana Marina li ha sempre onorati pagando puntualmente le fatture di Esa. Ma il rapporto tra i costi e i risultati è al di sotto delle aspettative». Le ragioni del Comune. Tutto nasce da una considerazione di fondo. Marciana Marina, che si è dotata di un proprio centro di raccolta per la differenziata, ritiene insufficienti le percentuali raggiunte in questi anni legate anche al fatto che valorizzare vetro, carta, plastica e ferro ha - su tutta l'Elba - più costi (168 euro a tonnellata, gli stessi dell'indifferenziata) che benefici: farla non conviene. Da qui la decisione di affidare a un nuovo soggetto il servizio (dato che il contratto con Esa, su questo fronte, è in scadenza a dicembre) per incentivare il riciclo e spendere meno. Ma se sul fronte del miglioramento della qualità e quantità dei servizi Marciana Marina è convinta di poter raggiungere gli obiettivi di legge (il 65% di differenziata all'anno), non si può dire lo stesso sul fronte dei costi: anche i rifiuti differenziati devono - in base agli accordi in vigore con Esa - essere comunque conferiti alla società elbana. Insomma il problema è il contratto sottoscritto nel 2003 che crea, ai Comuni (non solo a Marciana Marina), anche altre difficoltà, soprattutto di tipo finanziario, ma non solo. «Non sappiamo esattamente cosa paghiamo con le fatture che ci invia Esa - continua Ciumei - ci preoccupano i costi crescenti e anomali del percolato a Literno e la mancata attivazione del trattamento dell'indifferenziata al Buraccio. Ma soprattutto all'Elba non possiamo più permetterci aumenti incondizionati dello smaltimento, per buona parte legati al trasporto dei rifiuti che rappresenta una spesa e anche un danno ambientale. Per questo abbiamo deciso di rivolgerci a uno studio legale». Il caso impianti. Ma su cosa potrebbe basarsi una richiesta di rescissione del contratto? La domanda apre uno scenario complicato che si lega a anni di promesse fatte e non mantenute, battaglie legali e contenziosi tutt'oggi in essere che hanno fatto lievitare i costi della spazzatura per chi vive e lavora sull'isola. Il contratto che lega i Comuni elbani a Esa per lo smaltimento e la raccolta prevede infatti l'impiego di impianti - la discarica di Literno da un lato e il Buraccio dall'altro - funzionanti a pieno regime, con tanto di produzione di cdr (combustibile da rifiuti) e compost. Ma oggi il Buraccio è chiuso per quanto riguarda la raccolta differenziata e serve solo per imballare i rifiuti indifferenziati e trasferirli in continente. Mentre sulla discarica di Literno tutta è formo, eccetto le indagini della forestale sugli sversamenti di percolato nei fossi vicino all'area. Tecnicamente inadempienze contrattuali che assottigliano sempre più il filo che lega i Comuni elbani a Esa.
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