Il Tirreno

COSTI E CONTENZIOSI

Il lodo dimenticato

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 PORTOFERRAIO. Fece scalpore, ormai due anni fa, la sentenza con la quale la Corte di Cassazione annullava il lodo arbitrale in base al quale i Comuni elbani avrebbero dovuto farsi carico del costo dell'impianto del Buraccio realizzato da Daneco. Un impianto nato vecchio, modificato, costato molto più del suo reale valore e oggi - per quanto non ancora funzionante - lasciato in eredità a suon di milioni di euro, alle amministrazioni elbane. Un percorso travagliato, passato attraverso la presenza di un commissario regionale, che ha tra i suoi effetti anche la mancanza di un sistema di gestione comprensoriale dei rifiuti sull'isola.  Ma forse molti amministratori - eccetto probabilmente i Comuni che impugnarono il lodo, Porto Azzurro e Campo nell'Elba - si sono dimenticati di quella sentenza che, annullando il lodo, azzerava la ripartizione dei costi del Buraccio rimettendo in discussione i rapporti economici tra Daneco e i Comuni elbani e gli stessi costi dell'impianto oggi affidato ad Esa.  Sull'annullamento del lodo si gioca ora una partita importante per il territorio anche se ancora poco chiara per quanto riguarda le possibili conseguenze. Perché le cifre stabilite dal lodo i Comuni, e quindi gli elbani, le hanno pagate e continuano a pagarle attraverso Tarsu e Tia nonostante la sentenza di annullamento.

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