Gioco
Neanche i genitori che accompagnano i figli adolescenti sfuggono alla tentazione
Tatuaggio, una voglia senza età Boom di richieste nei laboratori
M. Massei Autunnali
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Un tecnico specializzato realizza un impegnativo tatuaggio sul braccio di un cliente 3 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. «Nel nostro laboratorio riceviamo persone di tutte le età, dai giovanissimi agli adulti, sia maschi che femmine. Solamente dopo i 75 anni siamo noi operatori a sconsigliare l'eventualità di farsi un tatuaggio». Grandi o piccoli, multicolori o semplicemente neri, composti da disegni oppure da scritte di ogni genere: da qualche tempo i tatuaggi, anche a Piombino (e in tutta la Val di Cornia), non rappresentano più soltanto una moda, ma una vera e propria connotazione culturale che riguarda una fascia sempre più ampia della popolazione locale. «E' vero - commenta Cristina De Lorenzo, titolare di "Cristina Tattoo", uno dei laboratori della città - Quasi chiunque oggi ha un tatuaggio, anzi, spesso e volentieri sono più gli adulti dai quaranta in poi che chiedono di farsi tatuare, cosa che prima non accadeva così di frequente. I giovanissimi sono molto limitati rispetto al passato, soprattutto per il fatto che la legge oggi prevede che i ragazzi sotto i 18 anni non possano tatuarsi senza il consenso dei genitori». Il che, se da un lato trattiene il desiderio di qualche adolescente, dall'altro può trasformarsi in un'ottima occasione di un doppio affare per il tatuatore: «Certamente - aggiunge Sania Farneti, che assieme a Fabio Della Croce gestisce il laboratorio Zuma Tattoo - Abbiamo tanti genitori che con la scusa di accompagnare il figlio hanno finito anche loro per richiedere un tatuaggio». Una diffusione in crescendo, quindi, che conseguentemente ha finito per modificare le esigenze da parte dei clienti, che, sempre più, tendono a richiedere un tatuaggio personalizzato piuttosto che un che un disegno meno identificativo. «E' un fatto culturale - aggiunge la Farneti - che peraltro incoraggia molto le persone, dando loro la sensazione non di essere marchiata da qualcosa che può trovarsi anche sulla pelle di qualcun altro, ma piuttosto di portarsi dietro qualcosa che le identifichi profondamente». Questo, aggiungono sia la Farneti che la De Lorenzo, ha condotto al grande successo delle scritte (versi di canzoni, frasi o titoli di film), che hanno in alcuni casi anche la finalità di scandire le varie tappe della vita: in molti scelgono di tatuarsi il nome o le iniziali di una persona o anche di un animale domestico appena scomparsi, altri richiedono il nome del figlio appena nato oppure del proprio compagno o della propria compagna, o di genitori fratelli o sorelle. «Tuttavia, nel caso di ragazzi molto giovani - soggiungono le due operatrici - sconsigliamo di tatuarsi il nome del fidanzatino o della fidanzatina, che potrebbe creare qualche problema in caso di probabilissime relazioni future. Inoltre, cerchiamo di dissuadere anche la scelta di tatuaggi troppo evidenti: la nostra zona non è ancora culturalmente pronta ad accogliere questa realtà e un domani questi ragazzi potrebbero avere difficoltà di inserimento lavorativo a causa di un tatuaggio troppo vistoso». Quanto ai disegni, accanto a elaborazioni personalizzate scelte assieme al tatuatore (che prima ne effettua un bozzetto proprio per garantirne l'unicità), ampio è il successo di tatuaggi visti sulla pelle di personaggi del mondo dello spettacolo o di calciatori. Tra i disegni preferiti, in ogni caso, dominano per la De Lorenzo «draghi, fiori di loto, geishe e quanto possa richiamare il mondo orientale» e «fate, folletti, teschi, rose, farfalle e ritratti» per quanto riguarda la Farneti e Della Croce. «Noi però - aggiungono loro - tendiamo anche a mettere insieme idee diverse: ad esempio nomi intrecciati a fiori o tralci». Motivo? «Sempre lo stesso. Il nostro interesse, anche artistico, è che un tatuaggio debba essere qualcosa di unico. Non a caso la maggior parte del lavoro che abbiamo è proprio di modifica su vecchi tatuaggi che col tempo hanno finito per stancare chi li aveva». Quello che però è più importante, concludono in coro gli operatori, è che tutto debba essere svolto nelle condizioni di massima sicurezza: «Tutti i nostri laboratori sono assolutamente regolari. Altrettanto, purtroppo, non possiamo dire di chi esercita questa attività senza regole e addirittura a casa: sappiamo quasi con certezza che in giro continuano a esserci diversi abusivi».
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