Sicurezza
Acqua, contenzioso milionario
Luigi Cignoni
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La sede dellUnione dei Comuni Oggi un confronto tra Unione dei Comuni e gestore dei servizio per mettere in chiaro costi e problemi legati al personale
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PORTOFERRAIO. Incontro indetto dalla Provincia di Livorno, questa mattina alle 10,30 nella sala consiliare di Palazzo della Provincia in Viale Manzoni, tra sindaci elbani (o loro delegati), funzionari dell'ex Comunità Montana poi passati all'Unione dei Comuni e referenti dell'Asa, l'azienda livornese delegata al servizio idrico integrato sul territorio insulare. Da risolvere il contenzioso che riguarda i due enti locali (la Comunità Montana che si è fusa poi nell' Unione dei Comuni, avendo gli stessi operai e i medesimi dirigenti e Asa) per quanto riguarda il "passaggio di consegne" che si è verificato qualche anno fa nel corso del quale l'ente comprensoriale elbano cessò di gestire in proprio il settore idrico, con l'intero suo ciclo (approvvigionamento idrico, distribuzione sul territorio, fognatura e depurazione) delle acque. All'ordine del giorno della riunione i problemi gestionali che ancora non hanno trovato soluzione e che necessariamente devono essere risolti, a partire dal punto di vista del personale utilizzato sull'Elba per far funzionare l'intero sistema idrico, per passare all'organizzazione della distribuzione dell'acqua, della stessa captazione e smaltimento. «I sindaci sono stati invitati alla conferenza - dicono gli addetti dell'Ufficio di Livorno - perché diano il loro contributo nell'individuare la soluzione migliore da seguire per sbrogliare questa complicata matassa». Situazione complicata a partire dagli accordi ancora non onorati che riguardano le macchine (gli automezzi) e le varie pompe utilizzate nelle stazioni di sollevamento. «Per i primi sei mesi - dicono all'Unione dei Comuni - durante la fase, cioé, di passaggio tra noi e l'Asa, siamo stati noi a pagare». Poi da affrontare il contenzioso fu Cigri, l'azienda che gestisce le risorse idriche della Val di Cornia e che rifornisce d'acqua, mediante la condotta sottomarina, i comuni elbani. «Come si dovrà anche discutere - concludono alcuni sindaci - la tassa fatta pagare in bolletta agli utenti elbani per la depurazione, quando poi gli impianti non funzionano».
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